La Nuova Sardegna

Oristano

La risposta della città: no alla violenza

di Alessandro Farina
La risposta della città: no alla violenza

Si moltiplicano gli atti di solidarietà a Mastino. Gli inquirenti indagano tra le carte del Comune alla ricerca dei moventi

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BOSA. È il giorno dei giudizi e degli interrogativi nella città del Temo, del rifiuto di qualsiasi intimidazione e delle legittime domande su chi e perché ha perpetrato l’attentato che ha incenerito le auto del sindaco Luigi Mastino e della moglie Costanza Merella. Restano ben visibili l’asfalto bruciato dal calore delle auto e i danni alla casa del sindaco sul Lungotemo, tracce a cui cercano di dare risposta investigativa nella ricerca dei responsabili le serrate e discrete indagini dei Carabinieri. Ma è la risposta civile, ancora una volta con il suo chiaro “No” alla violenza, l’ulteriore tangibile elemento che emerge a solo poche ore da un attentato che ha scosso e indignato tutti. Con i segni di solidarietà di istituzioni e associazioni al sindaco, con gli alunni delle scuole superiori che programmano una manifestazione, mentre il Consiglio Comunale valuterà e certamente condannerà presto all’unisono i fatti della notte del 20 novembre.

«Avremo la massima determinazione per venire a capo di questa storia», le chiare parole del comandante provinciale dei Carabinieri di Nuoro Saverio Ceglie, al fianco il comandante della Compagnia di Macomer Giuseppe Pischedda, nell’incontro di giovedì mattina in Comune con sindaco e amministratori. Cercano tra le carte del Comune i Carabinieri, per comprendere se, ed eventualmente in quale possibile ambito, l’intimidazione possa essere collegata all’attività di questi mesi. Visionando contemporaneamente i filmati dei sistemi privati di videosorveglianza della zona sul Lungotemo, a caccia di possibili tracce utili, anche non ci sono telecamere nelle immediate vicinanze della casa del sindaco. Un lavoro paziente e silenzioso, che si spera possa darà i suoi frutti..

Città dove non mancano discussioni, e qualche volta anche tensioni, la “tranquilla” Bosa. Politiche, giudiziarie, in tempi di marcata crisi generale e locale anche socio economiche, a leggere fra le cronache di questi anni e mesi. Universo, con tante piccole e grandi esasperazioni, possibile terreno di coltura nell’ideazione ed esecuzione del raid incendiario del 20 novembre? Saranno le indagini a dare una risposta. Ma l’istituzione colpita, sorretta da una consolidata vena di cultura democratica, non viene intaccata, mentre il dardo infuocato dell’intimidazione rimbalza verso chi, per ora ignoto, l’ha scagliato.

Come dopo il raid a fine giugno contro Le Quattro More, e il tentativo sventato di dare fuoco ad un locale in piazza Fontana, i precedenti eclatanti, la risposta sociale è immediata. Nell’istituto superiore di istruzione superiore Pischedda, dove si è discusso grazie alla sensibilità di insegnanti e ragazzi, gli studenti vogliono organizzare una manifestazione di solidarietà alle istituzioni e per dire no alla violenza. Se ne saprà di più i prossimi giorni, mentre l’appuntamento di consiglio comunale, in programma il 30 novembre salvo variazioni, «Sarà l'occasione opportuna per discutere e condannare nella istituzionale la bassezza morale di simili azioni», afferma il vice sindaco Maura Cossu. Che ribadisce: «Siamo determinati a continuare l'azione amministrativa e politica. Non saranno gesti vili a distoglierci dall’obiettivo. Non siamo soli e questo ci fa sentire ancora più forti» conclude. Rimarcando la solidarietà di cittadini e istituzioni e l’impegno immediato delle forze dell’ordine.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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