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Paulilatino, è un’annata olearia da record

Paulilatino, è un’annata olearia da record

I segnali sono incoraggianti, mentre si guarda a una produzione unica con il marchio della cooperativa

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PAULILATINO. Un 2015 da ricordare. Le previsioni sulla raccolta delle olive cancellano la delusione per la precedente annata di scarica. La produzione di questo autunno si preannuncia straordinariamente ricca e di alta qualità. Sono i primi incoraggianti segnali provenienti da uno dei territori del Guilcier più vocati per l’olivicoltura, praticata, ancorché in maniera promiscua (impianti alternati a pascolo e vigneti), su quasi tremila ettari di terreno, un terzo dell’estensione totale del comprensorio. Secondo le proiezioni dei produttori locali i quantitativi di quest’annata olearia saranno almeno il quintuplo rispetto ai mille quintali di prodotto conferiti in frantoio appena dodici mesi fa. La produzione finale dovrebbe attestarsi tra i cinquemila e i seimila quintali, il 30-40% in più rispetto alla media. E la quantità non è l’unico indicatore con il segno positivo: per gli olivicoltori della zona sono eccellenti anche le caratteristiche organolettiche del frutto e del prodotto ottenuto con la spremitura, che promette una resa leggermente superiore a quella delle annate precedenti, di tredici o quattordici litri di olio al quintale. «Sarà una produzione medio alta e di buona qualità, una delle migliori dell’ultimo decennio», afferma Sebastiano Muscas, presidente della cooperativa olearia San Teodoro. L’impresa collettiva nata nel 1960 riunisce circa 170 soci, la maggior parte locali più qualche conferitore proveniente da Ardauli, Samugheo, Busachi e Santu Lussurgiu. Un sodalizio che a breve proverà a fare il salto di qualità con l’imbottigliamento in loco e la vendita di una partita unica contrassegnata con la denominazione sociale della cooperativa. «La produzione locale è prevalentemente destinata all’autoconsumo e al mercato locale – spiega Muscas –. Il nostro obiettivo è di convincere i soci a lasciare una parte del loro prodotto alla cooperativa, in modo che sia imbottigliato e commercializzato con un unico marchio». Il mercato suscita già grande interesse e un’occasione importante per guardarsi attorno sarà l’appuntamento internazionale del Green Med Farm in programma a Cagliari dal 27 novembre. La fiera sarà visitata da compratori di tutto il mondo, in particolare dei Paesi Arabi e asiatici.«Sarà un’opportunità da valutare per l’attività futura con un marchio comune – spiega il presidente della San Teodoro, che svela –: Intanto a livello individuale è già stato avviato l’esperimento imbottigliando l’olio nei nostri impianti e piazzandolo in alcuni ristoranti».

Maria Antonietta Cossu

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