Veleni anonimi sulla sagra del riso, di mira c’è la Pro loco
A Simaxis la festa avvelenata da uno scritto zeppo di accuse I dirigenti dell’associazione ribattono: tutto rendicontato
SIMAXIS. La tempistica è perfetta. Mentre la sagra del riso apre i battenti, un volantino anonimo attacca duramente la Pro loco che, tra le altre cose, si occupa proprio dell’organizzazione dell’evento che ha occupato il fine settimana. Gli autori non hanno escluso nessuno e tra le righe del volantino ci sono accuse dedicate a ogni aspetto della sagra e della gestione che ne avrebbe fatto la Pro Loco: «Stiamo assistendo alla morte della sagra per colpa della cattiva gestione della Pro loco», si legge prima dell’elenco dei nomi dei presunti responsabili. «Hnno relegato la sagra in capannoni fatiscenti, hanno chiesto 25 euro per l’affitto delle postazioni e il 50% degli incassi di alcune associazioni, oltre a 4 persone da impiegare come manovalanza. Gestiscono a loro piacimento le attrezzature come i gazebo, tolti dalla disponibilità della leva del 1964 e prestati gratuitamente al sindaco per la comunione del figlio». Mano mano che si scorrono le righe, le accuse diventano più pesanti: «Sede e attrezzature sono sporche e tenute malissimo ma ci chiediamo come abbiano potuto affrontare certe spese», scrivono gli accusatori anonimi. «2700 euro per una serata a base di carne di pecora offerta gratuitamente e una mini sagra del riso organizzata a San Vero Congius, sempre gratis». Infine, le accuse rivolte a presunti commerci particolari, di riso e di voti: «Vendono il riso in una lavanderia e caricano sulle loro auto sacchi di riso donati dagli agricoltori che invece finiscono per essere utilizzati per il parentado dei membri della Pro loco. E poi, il vicepresidente ha utilizzato la sua carica per ottenere voti in cambio di serate musicali a pagamento». Una serie di accuse che sembra non aver scalfito uno dei diretti interessati: «Mi chiedo perché invece di riempire un volantino anonimo non si siano recati alla Procura della Repubblica. Il malaffare si denuncia alle autorità ma per farlo servono le prove», dice Nicola Cherchi, consigliere comunale, vicepresidente della Pro loco e accusato numero uno. «I contenuti di quel foglietto non mi preoccupano, tutte le nostre spese sono state rendicontate e la nostra associazione è sottoposta al controllo diretto dell’assessorato regionale al Turismo, oltre che dal comitato regionale Unpli e dall’amministrazione comunale. Mi spiace che siano state tirate in ballo persone che possono risentire di questi attacchi gratuiti, questo sì». Per quanto riguarda la sagra, Cherchi difende le scelte della Pro loco: «Diamo a tutti la possibilità di partecipare autofinanziandosi senza nemmeno partecipare alle spese organizzative». conclude il vicepresidente. Oltre al maltempo, la sagra del riso è stata travolta dalle polemiche.
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