Dopo i crolli a scuola arrivano le prime polemiche
BONARCADO. Nella scuola in parte inagibile il ritorno alla normalità dovrebbe avvenire dopo le vacanze di Natale. Dopo il crollo di pezzi di intonaco nell’edificio che al primo piano ospita le...
BONARCADO. Nella scuola in parte inagibile il ritorno alla normalità dovrebbe avvenire dopo le vacanze di Natale. Dopo il crollo di pezzi di intonaco nell’edificio che al primo piano ospita le elementari, tre classi sono state “dirottate” nelle stanze messe a disposizione dalla parrocchia. Le stesse dove si svolge il catechismo. Una soluzione condivisa dal Consiglio d’istituto, rappresentanti dei genitori compresi, ma che ora pare stia provocando malumori.
Rumors che riguardano la inadeguatezza dei locali che non sono nati per ospitare una scuola. «Questa soluzione ci ha però consentito di mantenere i bambini nel paese, evitando la pendolarità con la scuola di Bauladu», sottolinea il dirigente Giuseppe Scarpa. Le lamentele sono arrivate anche alle sue orecchie. «Ma non in modo formale, e questo mi stupisce. Lunedì sera c’è stata una interclasse, e i problemi sollevati riguardano la mancanza del riscaldamento e il fatto che l’educazione motoria sia per forza di cose ridimensionata, visto che in parrocchia non c’è la palestra. Ma il Comune ha già ordinato le pompe di calore, stanno arrivando».
Da un punto di vista strettamente formale è inevitabile che i locali della parrocchia non siano a regola d’arte. E probabilmente nemmeno del tutto coerenti con le rigide norme che disciplinano i requisiti di agibilità. Ma la scuola ha cercato di renderli funzionali; e anche sotto il profilo della sicurezza ci sono stati degli interventi.
«Non nascondo che, ad esempio, l’uscita direttamente sulla strada, senza un cortiletto tra lo stabile e la via, ci ha creato qualche problema. Il Comune non ha un vigile urbano, e di conseguenza della vigilanza e sicurezza dei bambini all’uscita si stanno occupando i barracelli», dice ancora Scarpa.
Il fatto è che qualche genitore, evidentemente, ha avanzato più di una riserva. «Lo facciano formalmente. La decisione di tenere i bambini a Bonarcado è stata assunta in un regime di condivisione. Dopo aver fatto le prove statiche al primo piano, bidelli e molti genitori si sono rimboccati le maniche per consentire la riapertura delle aule agibili il giorno dopo. Sono molto sorpreso», conclude il dirigente. Fuori sede e irrintracciabile il sindaco Mario Sassu, sarà interessante capire l’evoluzione delle proteste. I bambini, intanto, continuano a frequentare in parrocchia e sembrano i meno preoccupati delle polemiche.
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