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Consigli comunali nel deserto

Assenza costante dei cittadini alle sedute dell’assemblea civica

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CABRAS. Venerdì c’è stato un bagno di folla in consiglio comunale. Una decina di ex addetti allo scalo di Fenosu ha alzato una media che altrimenti rasenta lo zero. Quando gli ex dipendenti sono andati via, in sala sono rimasti tre spettatori. Tre in più della precedente riunione, quando tra il pubblico non si contava un solo spettatore. Eppure, le lamentele dei cittadini non mancano, fatto che farebbe ad un altissimo interesse per le vicende politiche cittadine. Ma i numeri, come spesso si dice, non mentono.

Qualche giorno fa, ad esempio, si discuteva di un argomento che ha fatto infuriare a più riprese la comunità cabrarese: i black out dell’illuminazione pubblica. Nemmeno il buio nelle strade ha sconfitto il non elevato senso civico dei cabraresi, che puntualmente hanno disertato l’aula. A questa mancanza di attenzioni si deve aggiungere la collaborazione dell’amministrazione comunale che non fa nulla per invertire la tendenza alla distrazione dei suoi amministrati. Il consiglio comunale, infatti, si riunisce in una sala angusta in Corso Italia, in cima a due rampe di scale che i disabili e gli anziani potrebbero affrontare solo grazie a un montacarichi. Inoltre, le riunioni non vengono trasmesse via radio o in streaming sul web. Sono problemi datati, quasi cristallizzati che però non si riesce o non si è in grado ancora di risolvere. Almeno la trasmissione on line potrebbeinvogliare qualcuno a seguire comodamente da casa lo sviluppo delle vicende del Consiglio evidentemente ritenute non sufficientemente interessanti da meritare un passaggio in Corso Italia. (c.z.)

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