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Bosa, solidarietà unanime e trasversale

Bosa, solidarietà unanime e trasversale

Prima seduta di consiglio comunale dopo l’attentato al sindaco: la reazione delle istituzioni

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BOSA. Solidarietà al sindaco, condanna dell’atto intimidatorio, rifiuto della violenza, richiami alla volontà di abbassare, nel rispetto dei reciproci ruoli ricoperti per mandato popolare, eventuali toni sopra le righe. Si riflette e si discute in avvio di consiglio comunale sull’attentato incendiario che intorno alle due del mattino del 20 novembre ha ridotto in cenere le auto della moglie del sindaco, Costanza Merella, e del primo cittadino, Luigi Mastino.

A intervenire il deputato Caterina Pes, i consiglieri regionali Antonio Solinas, Augusto Cherchi e Attilio Dedoni, il presidente dell’Unione dei Comuni Planargia Montiferru-Occidentale Giovanni Antonio Cuccui, presente una nutrita schiera di sindaci del territorio. Mentre per le minoranze di Per Bosa e Udc è intervenuta Rosalia Acca, e per la maggioranza di Bosa Cominciamo il domani Stella Carboni. Voci a cui si sono unite altre voci: dai banchi del consiglio come da quello dell’esecutivo cittadino. Compreso un intervento rotto dalla commozione dell’assessore Danilo Mastinu.

Segno che il gesto che ha scosso la famiglia Mastino, le forze politiche e la comunità locale, immediatamente respinto con vigore dall’intera società civile, ha segnato e segna, interroga anche, sul ruolo e sul percorso di crescita democratica.

«Sono qui per portare solidarietà al sindaco, condannare la violenza, e la mia è la presenza delle istituzioni al fianco degli amministratori», ha detto Caterina Pes. Concetti ribaditi dai consiglieri regionali presenti. Tutti convinti della necessità di un percorso nuovo di democrazia e crescita civile, in un contesto generale spesso dettato da forme di rifiuto della politica, dove magari si interpretano legittime discussioni “Sale della democrazia” come sterili contrapposizioni.

«Io il potere lo intendo come servizio per la comunità», ha detto Luigi Mastino, che ha ringraziato tutti per il «supporto importante» ricevuto nelle ore e giorni successivi al raid incendiario. Mastino ha ribadito la volontà di proseguire nel mandato. «Saranno gli elettori a giudicarci, andremo avanti nel rispetto della legalità e nell’interesse della collettività», ha ribadito dai banchi della maggioranza Salvatore Angotzi.

«Quello del sindaco è un marchio indelebile, stampato a pelle in chi l’ha ricoperto. Ad una reazione immediata devono però seguire gesti di estremismo del buonsenso, ragionevolezza, moderazione, da parte di tutti», ha detto il predecessore di Mastino, Piero Franco Casula. Che annuncia di aver rimesso il mandato di rappresentante comunale dell’Anci. Un segnale di un nuovo corso nei rapporti tra maggioranza e opposizione.

Alessandro Farina

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