Il lungomare conteso può avere un futuro con la modifica al Pul
San Vero Milis, si cerca una soluzione per collocare i chioschi Strutture fuori dalla carreggiata tra Putzu Idu e Mandriola
SAN VERO MILIS. Il futuro è incerto, il passato meno. Dopo la riunione di ieri – convocata dall’amministrazione comunale per discutere i temi del Puc e del Pul dopo le ultime novità – c’è anche chi è pronto a chiedere il conto del tempo perso e, soprattutto, dei denari investiti. Il valzer del Pul e il gran ballo del lungomare sono costati alle casse comunali circa 300mila euro, tra spese di progettazione, lavori e spese legali. Il risultato è un colossale nulla di fatto che ha paralizzato le marine e svuotato le casse comunali. Da ieri, un gruppo di cittadini ha anticipato l’idea di proporre un’azione collettiva contro l’amministrazione comunale guidata da Flavia Adelia Murru, giudicata dal tribunale popolare riunito ieri in via San Michele come unica responsabile del tracollo economico. Le intenzioni, poi, hanno lasciato spazio alla discussione sullo stato e sulla genesi dell’opera. Il futuro del lungomare tra Putzu Idu e Mandriola rimane un’incognita ma i dubbi sul passato sono stati spazzati via in pochi minuti. E’ bastato l’intervento dell’architetto Carlo Vigo, progettista del Piano di utilizzo dei litorali, a chiarire ogni perplessità. «Il Pul è figlio di una scelta politica della vecchia amministrazione. Non ci sono state imposizioni della Regione e dei progettisti». L’idea della rinaturalizzazione del lungomare, e la conseguente chiusura al traffico con la realizzazione di una strada alternativa e di Piano dei chioschi sistemato nel mezzo di una carreggiata da smantellare, sarebbe il frutto andato a male di una scelta politica. «Lo sapevamo da tempo ma adesso ne abbiamo la certezza», ha commentato il sindaco, Luigi Tedeschi, «poche persone hanno deciso per tutto il paese con risultati disastrosi». E gli ultimi sviluppi, con la bocciatura dello spostamento degli usi civici che gravano sul lungomare in una zona periferica di San Vero Milis, hanno complicato un quadro già difficile. «Dopo la decisione del Commissario per gli usi civici sono decaduti anche i contratti stipulati con i chioschisti. L’accordo era subordinato al parere positivo del Commissario e allo spostamento degli usi civici». Tedeschi dice di essere pronto a proporre un’alternativa. «Per l’approvazione di una variante al Pul occorrerebbe troppo tempo. Abbiamo deciso di proporre una piccola modifica al Pul che permetterebbe l’arretramento dei chioschi fuori dalla carreggiata«. La strada, quindi ritornerebbe libera: «Anche il Ministero dei trasporti ne ha consigliato la riapertura», ha detto ancora Tedeschi riferendosi all’esito della vista degli ispettori ministeriali dello scorso luglio, «la strada per Sa Rocca Tunda è stata giudicata non adatta a sopportare il traffico estivo».
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