Vigile del fuoco si toglie la vita dopo la festa
Oristano, ieri mattina l’uomo si è gettato dalla torre di Capo Mannu dopo la cerimonia per S. Barbara
SAN VERO MILIS. Era iniziata come una giornata di festa ma dopo poche ore si è trasformata in una tragedia. Ieri mattina, mentre si concludevano i festeggiamenti in onore di Santa Barbara, patrona dei vigili del fuoco, un uomo del Comando di Oristano si è tolto la vita lanciandosi dalla torre di Capo Mannu, davanti alla spiaggia di Sa Mesa Longa. I motivi che hanno portato il 50enne, impiegato nelle sezione non operativa della caserma oristanese, a suicidarsi non sono chiari. Pare che il vigile del fuoco stesse attraversando un momento complicato e che il suo umore fosse peggiorato negli ultimi giorni. Un calo che si è concluso tragicamente ieri mattina, tra le 9.30 e le 10, nel più tragico dei modi. Dopo aver partecipato alla prima parte dei festeggiamenti in caserma, l’uomo ha abbandonato i colleghi e, a bordo della sua auto, si è diretto verso Capo Mannu. Una volta posteggiata la vettura vicino a uno dei due chioschi affacciatati sulla spiaggia, ha iniziato a camminare in direzione della torre, sistemata su uno strapiombo di circa 50 metri a picco sul mare. Una passeggiata di qualche decina di minuti che si è conclusa nei pressi della torre spagnola da dove si è lanciato nel vuoto, precipitando sugli scogli. Per evitare la tragedia non è servito nemmeno un allarme tempestivo. Le ricerche, infatti, era scattate quasi subito, quando la sorella del vigile del fuoco aveva chiamato i colleghi perché non riusciva a contattare il fratello. Nelle telefonata c’era anche un’indicazione sul luogo del probabile “rifugio”: il 50enne amava passare il tempo libero a ridosso delle falesie di Capo Mannu e nella zona di Sa Mesa Longa. La sua auto, infatti, è stata ritrovata a ridosso dell’arenile ma del vigile del fuoco non c’era alcuna traccia. Un dettaglio che ha insospettito i colleghi che, infatti, dopo qualche ricerca hanno individuato il cadavere dell’uomo sugli scogli ai piedi del promontorio. Una zona particolarmente impervia in cui ogni operazione viene complicata dalla parete rocciosa, da una parte, e dal mare, dall’altra. Per recuperare il corpo è stato necessario l’intervento degli uomini della nucleo Saf, il soccorso alpino, speleologico e fluviale dei vigili del fuoco che hanno raggiunto il cadavere calandosi dalle falesie e a bordo di un gommone, in cui è stato caricato il corpo che è poi è stato trasportato fino alla spiaggia.
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