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Onnigaza festeggia quarant’anni di ricerche

Onnigaza festeggia quarant’anni di ricerche

GHILARZA. A chi dedicavano il loro canto le donne sarde? E qual era la finalità di quelle antiche litanie? Il tema scelto per la prossima edizione di Incontri di musica popolare contiene la risposta...

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GHILARZA. A chi dedicavano il loro canto le donne sarde? E qual era la finalità di quelle antiche litanie? Il tema scelto per la prossima edizione di Incontri di musica popolare contiene la risposta a tutte le domande sull’origine, la funzione e il repertorio legato al canto femminile. Argomento che ha ispirato il titolo della manifestazione organizzata per il trentesimo anno consecutivo dal Gruppo Onnigaza, Anninnia anninnare ti cheria cantare. L’appuntamento è per l’8 dicembre alle 16,30 nella Torre Aragonese. «Anninnias e duru duru vengono ancora cantati ai bambini? Si piangono tutt’oggi i defunti con sos atìtidos? Le donne pregano ancora cantando brani tramandati da generazioni?»

Per soddisfare tutte le curiosità nate attorno a questa pratica l’ associazione culturale aveva avviato, sin dall’inizio della sua attività, una ricerca accurata andando direttamente alla fonte «I dati raccolti già dalla fine degli anni Settanta ascoltando e intervistando le donne» spiegano i responsabili del gruppo «Forniranno la risposta a queste domande e offriranno un quadro dello stato e delle trasformazioni dei canti tradizionalmente eseguiti dalle donne». L’argomento sarà sviscerato dalla storica delle tradizioni popolari Marinella Marras, che parlerà dei repertori femminili della tradizione orale indugiando in particolare sul contesto ghilarzese. Durante la serata sarà proposto l’ascolto di alcuni brani registrati nelle varie fasi della ricerca e dei canti eseguiti dalle socie di Onnigaza. La prossima edizione di Incontri popolari sarà anche l’occasione per fare un bilancio della quarantennale attività del sodalizio. Un cammino intrapreso nel ’76 sulla spinta dell’amore per le espressioni di una cultura fortemente identitaria, suggellato dieci anni dopo con il completamento di una collezione di strumenti musicali originari di diverse regioni del mondo, e proseguito con un costante lavoro di ricerca, conservazione e valorizzazione delle forme della tradizione popolare legata al ballo e alla musica. Una storia ripercorsa anche sui più moderni canali d’informazione attraverso la pubblicazione sul profilo del social network “Onnigaza Ghilarza” di locandine, articoli e fotografie dei protagonisti. «Una sorta di conto alla rovescia in vista dei 40 anni che il Gruppo compirà il prossimo 3 marzo».

Maria Antonietta Cossu

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