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Oristano

Caccia al cinghiale, nuovi no alla Regione

Caccia al cinghiale, nuovi no alla Regione

Anche dal Montiferru i cacciatori si oppongono al raddoppio dei giorni dedicati alla pratica

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CUGLIERI. Non si placano le polemiche dopo la decisione della Regione di consentire la caccia al cinghiale anche di giovedì. A esprimere il proprio parere contrario al raddoppio dei giorni disponibili, oltre agli ambientalisti, anche i cacciatori, con rimostranze che arrivano da tutte le parti dell’isola. Dopo quelle del nuorese, anche le doppiette del Montiferru minacciano di rimanere a casa fino a quando non sarà fatta chiarezza sulle nuove norme emesse dalla Regione in materia di caccia al cinghiale. Mercoledì scorso cacciatori e capi caccia, alla presenza del sindaco di Cuglieri Andrea Loche ai componenti del Comitato provinciale Faunistico Emanuele Cera, Francesco Casule e Massimo Menegel e al Presidente regionale dell'associazione venatoria Caccia Pesca Ambiente Marco Efisio Pisanu, si sono riuniti nei locali dell'ex seminario per concordare una linea d’azione comune. I capi caccia delle compagnie di Cuglieri, Santu Lussurgiu, Seneghe e Scano Montiferro, hanno ribadito con forza la loro volontà a disertare la giornata di caccia grossa il giovedì. In clima sereno, ma determinato, hanno espresso motivazioni e perplessità circa lo svolgimento dell’attività venatoria anche il giovedì. Che nel Montiferru cinghiali ce ne siano tanti è vero, ma è altrettanto vero che i danni provocati alle colture dalla loro presenza non sono così gravi. I cacciatori non vogliono essere “usati” per risolvere i problemi dati dalla sovrappopolazione dei cinghiali da chi decide i calendari venatori senza neppure ascoltare i loro pareri. «In questo modo si creano problemi a tutte le specie selvatiche, soprattutto a quelle già a rischio estinzione – dicono i cacciatori – la presenza continua di uomini e cani nei boschi, costringe la selvaggina a vivere in una costante situazione di stress. E questo non contribuisce certamente alla sua salvaguardia». Marco Pisanu ha spiegato alcune delle variazioni che sono state apportate al Quarto provvedimento attuativo del Programma straordinario di eradicazione della Peste Suina Africana nelle popolazioni di cinghiali selvatici e allevati. La protesta dei cacciatori ha raggiunto ormai una dimensione che abbraccia tutta la Regione. «I cacciatori del Montiferru – dicono i capi caccia – si associano ai colleghi del nuorese che domenica scorsa, a Pratobello, hanno manifestato contro le decisioni assunte dalla Regione Sardegna. In nessun’altra regione Italiana il calendario venatorio viene "manipolato ogni quindici giorni", peraltro senza usare un minimo di rispetto verso chi si adopera, fisicamente ed economicamente, per tutelare il territorio in ogni sua forma».

Piero Marongiu

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