Frana di Pessighette, sulla parete di roccia rilievi con un drone
Bosa, il Comune chiede tempi rapidi su fondi e lavori La Regione aveva ipotizzato un intervento in cinque anni
BOSA. Si prevede di utilizzare un drone o un laser scanner, vista la pericolosità dell’area, per effettuare i rilievi sul costone roccioso di Coroneddu.
Da qui si era staccata una frana che dai primi giorni di maggio di quest’anno ha costretto alla chiusura al traffico veicolare nel tratto della provinciale numero 35 in località Pessighette.
Una arteria strategica per gli abitanti di Modolo e della Planargia, utile anche al traffico turistico soprattutto estivo, su cui è necessario eseguire urgenti lavori di messa in sicurezza. Questi saranno realizzati, previo iter di progettazione seguito dall’Ufficio Tecnico del Comune di Bosa, grazie ad un finanziamento di centomila euro, già stanziati dall’assessorato regionale ai Lavori Pubblici. La frana si era verificata nella notte del due maggio di quest’anno, quando dal costone di Coroneddu si era staccato del materiale che era andato ad impattare sulla sottostante arteria. Un masso di notevoli dimensioni inoltre si era fermato ad un metro dalla stanza da letto di due anziani, che dormivano nella loro casa colonica a valle della strada. Dopo il sopralluogo di tecnici e amministratori dei comuni di Bosa e Modolo erano quindi scattate le necessarie misure di sicurezza: era stata interrotta la viabilità veicolare e pedonale al chilometro quattro della provinciale 35, ed era stato deciso il divieto temporaneo di dimora nelle abitazioni coloniche che si trovano sotto l’impervio e instabile costone roccioso. Immediatamente era scattata anche la richiesta di un intervento urgente per riaprire la strada in tempi, si sperava, il più brevi possibile. La giunta regionale il 17 giugno aveva stanziato 100mila euro da utilizzare per progettazione e lavori di messa in sicurezza. Da spendere però in più annualità, dal 2015 fino al 2020.
Un periodo di tempo ritenuto quantomeno eccessivo, e che ha spinto ad una ulteriore richiesta all’assessorato regionale (alla fine di settembre del 2015) di prevedere una rimodulazione del cronoprogramma finanziario in due annualità: 30mila nel 2015 e 70mila nel 2016; su questo punto la Regione non ha ancora risposto.
Intanto a fine settembre l’area lavori e pubblici e manutenzioni del Comune di Bosa aveva affida a due studi di Oristano gli incarichi per la redazione di una relazione geologica da un lato, ed il servizio di progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva dell’intervento. Studi tecnici che hanno richiesto la necessità di effettuare dei rilievi con apparecchiature tipo drone o laser scanner. «Vista la difficoltà di accesso al sito e la pericolosità ad arrivare nei pressi della sommità del versante», riporta la richiesta. I lavori sono stati affidati, attraverso una apposita determina, pubblicata nelle scorse ore all’albo pretorio del comune di Bosa, ad una ditta specializzata di Illorai. Spesa complessivamente stimata in oltre 2.200 euro, quella che dovrebbe quindi permettere di eseguire i rilievi. Da cui ricavare la cartografia necessaria per la relazione geologica e la progettazione preliminare degli interventi di messa in sicurezza sul tratto di provinciale, che resta quindi ancora chiuso.
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