Il “Miracolo di Natale” fa tappa a Bosa
Domenica 20 dicembre giornata della solidarietà in collaborazione con la Caritas e le parrocchie
BOSA. Un’intera giornata dedicata alla solidarietà. Questo l’obiettivo dell’iniziativa “Il miracolo di Natale” promossa in Sardegna da Gennaro Longobardi, che nella città del Temo vede impegnate l’associazione Sardinia4All e l’Hotel Mannu in collaborazione con la Caritas di Bosa e le parrocchie. Nata a Cagliari 19 anni fa “Il Miracolo di Natale” tocca quindi nel 2015 le rive del Temo, con scenario la splendida location della scalinata di Cappuccini. Dove, domenica 20 dicembre dalle nove e mezza alle ventuno, chi vorrà potrà lasciare generi alimentari di prima necessità e a lunga scadenza, giochi per bambini o vestiario per bebè da zero a dodici mesi. Che la Caritas di Bosa si impegna a consegnare, ovviamente in maniera del tutto anonima, alle famiglie in difficoltà. «Il Miracolo di Natale sarà occasione di incontro tra tutte le persone all’insegna della solidarietà e del rispetto per poter regalare un sorriso e un gesto di solidarietà tangibile a chi è meno fortunato» dicono gli organizzatori. Che ringraziano per la sensibilità Gennaro Longobardi «Che ha voluto fortemente l’iniziativa a Bosa» i parroci della Cattedrale e del Sacro Cuore, il Seminario, la Caritas, l’amministrazione comunale e Angelo di Franco, per la realizzazione della locandina. Una realtà fra luci e ombre quella della città del Temo, dove ai lustrini turistici estivi si contrappone un tessuto sociale ed economico debole, tanto più dopo il crollo di settori storici come l’agricoltura e la pesca, e ultimo in ordine di tempo quello legato all’artigianato, edilizia in testa. Il tutto certificato dai dati sempre crescenti di persone che si presentano ai Servizi sociali, anche per un piccolo aiuto che si traduce nella possibilità di pagare una bolletta elettrica o acquistare una bombola del gas. Come dai numeri dell’impegno di associazioni laiche e religiose: le parrocchie, la Caritas, il servizio sociale istituito anni fa dalla Croce Rossa, che registra numeri impressionanti già nei nove mesi tra gennaio e settembre 2015 in termini di distribuzione di derrate alimentari (oltre una tonnellata al mese la media) e vestiario, in particolare per i bambini. Il “Miracolo di Natale” quindi assume un significato simbolico in questo momento ancora di grande crisi e poche prospettive. Che stimola chi magari ha qualche possibilità in più alla condivisione con i meno fortunati, utile certamente a far emergere ancora una volta il grande cuore dei bosani autentici. Mentre ben altre sfide attendono invece politici e amministratori: a partire da quella di trovare la chiave necessaria a trasformare le mille potenzialità di un borgo unico in un reale terreno di crescita, culturale ed economico, su cui poter realmente spendere presente e futuro. (al.fa.)
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