La Nuova Sardegna

Oristano

Alla scoperta del Montiferru sconosciuto

Anche Bauladu aderisce al progetto operativo che già coinvolge Seneghe, Narbolia, Bonarcado e Milis

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BAULADU. Anche Bauladu aderisce al progetto di ricerca denominato “Paesaggi del Montiferru meridionale e del Campidano di Milis”, operativo già da alcuni anni nei territori dei Comuni di Seneghe, Narbolia, Bonarcado e Milis. Il progetto, proposto dall’archeologo e ricercatore dell’Università di Sassari, Giuseppe Maisola, finanziato dai quattro Comuni, sta conducendo ricerche su un arco di tempo che va dal periodo nuragico a quello medioevale, allo scopo di recuperare gli antichi itinerari rendendoli nuovamente fruibili e appetibili ai numerosi turisti che ogni anno visitano la Sardegna. «Il programma proposto dal progetto Paesaggi del Montiferru meridionale – ha detto il sindaco Davide Corriga – si pone in netta continuità con quanto già realizzato dalla nostra amministrazione con Bauladu Cult, che persegue i seguenti obiettivi: organizzare attività di ricognizione sul campo, analizzare la toponomastica del territorio, realizzare interventi di pulizia delle aree di maggiore interesse, richiedere agli organi competenti la concessione delle autorizzazione per un nuovo scavo nell’area archeologica di Santa Barbara, riordinare e studiare i reparti derivanti da precedenti indagini archeologiche, attivare percorsi di fruizione del territorio e organizzare periodiche conferenze pubbliche al fine di illustrare i risultati del progetto». Archeologia dei paesaggi del Montiferru meridionale e del Campidano di Milis, si articola su tre fasi: la ricerca scientifica, la tutela dei siti individuati come significativi dell’insediamento umano nel territorio e la valorizzazione attraverso la creazione di un itinerario turistico intercomunale dell’archeologia e dei paesaggi. Finora, grazie all’impegno e alla competenza di Giuseppe Maisola e dell’Associazione archeologica Tocoele (nata proprio sulla spinta suscitata dall’interesse degli appassionati per il progetto), diversi siti archeologici presenti nei Comuni che hanno puntato sulla loro valorizzazione, sono divenuti nuovamente fruibili e presentati come valore aggiunto anche al fine della promozione in chiave turistica del territorio. Con l’ingresso del Comune di Bauladu nel progetto, l’area da investigare si arricchisce di nuovi interessantissimi siti, dalla cui indagine potrebbero arrivare altre importanti informazioni per capire meglio la vita che conducevano i nostri avi.

Piero Marongiu

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