Cure strumentali a Bosa: macchinari ancora spenti
Accordo tra Comune e Asl per l’utilizzo dei locali anche nel prossimo anno Però manca il collaudo delle apparecchiature che non possono essere attivate
BOSA. L’amministrazione comunale intende rinnovare nel 2016 con la Asl 5 di Oristano il contratto per l’utilizzo dei locali situati nel quartiere di Santa Caterina.
Si tratta di una struttura che da tempo è sede dei servizi territoriali e punto di riferimento sanitario per l’intero territorio della Planargia e del Montiferru. Nello stabile, però, dove a quanto pare non mancano anche carenze logistiche come ad esempio la più volte segnalata assenza di un bagno per disabili, non sono stati ancora riattivati i macchinari necessari per le cosiddette cure strumentali.
Per quanto riguarda il contratto di locazione alla Asl questo scade a fine anno e l’azienda sanitaria ha chiesto nei giorni scorsi di procedere al rinnovo, per un ulteriore periodo di un anno e alle stesse condizioni e patti del 2015.
La spiegazione della linea del Comune arriva dal testo della delibera: «Considerato che questa amministrazione intende garantire all'intero territorio le attività e i servizi sanitari offerti dalla Asl 5 di Oristano e pertanto, in vista della scadenza del contratto, ritiene di dover riavviare la procedura di rinnovo».
Ecco quindi che la giunta municipale ha dato disco verde alla richiesta del’Azienda sanitaria locale con il nuovo atto che avrà efficacia dal primo gennaio 2016 fino al 31 dicembre delle stesso anno.
Copia della delibera, che da mandato per gli atti che riguardano l’amministrazione civica all’ufficio Patrimonio, è stato quindi inviato anche a Oristano, per i necessari adempimenti da parte dell’azienda sanitaria.
Nei giorni scorsi diversi utenti della struttura che si trova nel rione Santa Caterina lamentavano però che da mesi ormai non era possibile accedere alle cure strumentali. Disagio che persiste e che crea non poche difficoltà in quanto gli utenti sono costretti, magari per terapie di pochi minuti, a doversi recare in altre strutture pubbliche dell’isola. Se non a ricorrere ai privati, mettendo quindi mano al portafogli.
Inconveniente che sarebbe dovuto ad una mera questione di carattere tecnico-burocratico, considerato che l’impianto non sarebbe ancora stato collaudato.
Quindi il personale non può neppure collegare i macchinari alle prese elettriche della struttura. Una situazione che in molti ritengono non più tollerabile in un paese che si dice civile, anche alla luce delle salate tasse e imposte, locali e non.
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