La Nuova Sardegna

Oristano

Treni, la protesta delle comunità

di Cristina Diana
Treni, la protesta delle comunità

Da oggi la stazione di Marrubiu sarà meno servita Disagi in più per pendolari e studenti del territorio

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TERRALBA. Il trasporto pubblico non deve sparire. Questo l’appello dell’unione dei comuni del terralbese, che con l’assemblea dei sindaci scrive alla regione e a trenitalia per protestare contro la diminuzione dei treni che interesserà il territorio da oggi. Già i cittadini negli scorsi giorni avevano fatto sentire la propria protesta presso i comuni e ora anche l’unione fa da portavoce del disagio delle comunità del terralbese verso le scelte messe in atto da Trenitalia. Da oggi entrano in funzione i nuovi treni regionali ATR 365 che la Regione ha acquistato per collegare velocemente Cagliari con Sassari e Olbia e pertanto sono stati previsti nuovi orari che penalizzano gravemente i pendolari del Terralbese. Treni in meno che penalizzano chi per motivi di lavoro o di studio o anche per usufruire di servizi viaggia in treno. Anche perché in tempi di crisi soprattutto le fasce più deboli della popolazione non posso sostenere i costi della gestione di un’automobile privata. «L’orario dei treni è già stabilito ufficialmente, per cui i disagi futuri sono certi. Si segnalano alcuni esempi, facendo presente che coi nuovi orari i disagi si ripeteranno tutto il giorno», si legge nella lettera inviata all’assessorato regionale ai trasporti e alla direzione regionale di Trenitalia. «La mattina il primo collegamento per Cagliari è un autobus che parte da Oristano alle 4.21 e arriva ad Elmas aeroporto alle 6 rendendo impossibile prendere il primo aereo per Fiumicino. Poi dalle 9.30 alle 12.21 non c'è collegamento per tornare da Oristano a Marrubiu. Da Cagliari per rientrare a Marrubiu dalle 9.18 alle 11.22 non c'è treno; stesso discorso dalle 15.22 alle 17.22». Questi appunto sono solo esempi ma la situazione si ripete tutto il giorno. Tempo fa, in casi simili erano previsti treni cosiddetti 'raccoglitori' che portavano i viaggiatori della stazioni intermedie a quelle più importanti per poter prendere treni veloci, ma ora non è stato previsto nessun servizio. «In una tale situazione il pendolare è scoraggiato e tende a raggiungere in auto stazioni dove la frequenza dei treni è più vantaggiosa, per poi chiudere le stazioni intermedie una volta constatata una scarsa frequentazione dei viaggiatori, come è successo con Pabillonis, Sanluri, Simaxis e Sant'Anna» scrive il presidente dell'unione Pietro Paolo Piras. «L’Unione dei Comuni chiede con forza che l’amministrazione delle ferrovie e l’assessorato regionale ai trasporti si facciano parte attiva affinché la frequenza dei trasporti da Marrubiu e da Uras non venga diminuita».

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