Le buone pagelle dell’ospedale
L’Asl giudica positivi i dati del Programma nazionale Esiti sul San Martino
ORISTANO. Sono stati pubblicati i dati del Programma nazionale Esiti 2015, il rapporto che l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali stila annualmente per conto del Ministero della Salute per verificare i livelli di efficacia, sicurezza, efficienza e qualità delle cure erogate dal servizio sanitario. «Comparando i livelli di cura raggiunti nell'oristanese - spiega una nota dell’Asl - agli standard ottimali di riferimento che la rilevazione condotta dall'Agenas sull’anno 2014 rivela diversi punti di forza della sanità nel nostro territorio».
Un parametro indicativo per misurare la qualità delle strutture sanitarie è quello relativo alla tempestività nel trattamento della frattura del femore. Intervenire entro due giorni nei soggetti di età superiore ai 65 anni che abbiano subito questo tipo di trauma significa ridurne notevolmente i tassi di mortalità e di morbilità, ovvero la possibilità di sviluppare patologie e problemi postoperatori.
Scorrendo il Programma Esiti si scopre che, posto che per raggiungere un buono standard almeno il 60% dei pazienti ultrasessantacinquenni con frattura del collo del femore dovrebbe essere operato entro 48 ore, l'Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia dell'ospedale "San Martino" diretta da Andrea Ruiu, attuale direttore sanitario della Asl di Oristano, nel 2014 ne ha effettuato il 62,38%. Un risultato che, secondo i dati del primo semestre 2015, è destinato a crescere ulteriormente quest’anno, arrivando all'80%.
In campo chirurgico, l'indagine prende in considerazione le colecistectomie: la rimozione dei calcoli per via laparoscopica, cioè attraverso l'inserimento nell'addome di una sonda a cui è collegata una piccola telecamera, comporta un ricovero e una convalescenza più brevi rispetto al cosiddetto intervento “a cielo aperto”, eseguito con il classico taglio chirurgico. Per valutare la performance della struttura viene utilizzata la durata della degenza post-operatoria che, per raggiungere un livello ottimale, dovrebbe essere inferiore a tre giorni per almeno il 70% dei pazienti operati. Una percentuale che l'Unità Operativa di Chirurgia di Oristano, diretta da Gianfranco Porcu supera abbondantemente, con oltre l'88 per cento di pazienti operati per via laparoscopica e dimessi entro i tre giorni.
«Importanti i risultati raggiunti dall'Unità Operativa di Cardiologia guidata da Antonio Caddeo - continua la nota - per ciò che riguarda i volumi di attività del 2014. E' scientificamente provato che maggiore è il numero di operazioni effettuate, migliori sono gli esiti clinici sui pazienti. Nel laboratorio di Emodinamica del San Martino nel 2014 sono state eseguite 412 angioplastiche, 115 delle quali sono state angioplastiche primarie, abbondantemente sopra le 36 angioplastiche primarie richieste dagli indicatori nazionali. Un numero maggiore di interventi in Sardegna è stato registrato solo a Cagliari e Sassari».
Bene anche l'area ostetrico-ginecologica, dove un criterio fondamentale per valutare la qualità dell'assistenza fornita alle partorienti è la proporzione dei parti eseguiti con taglio cesareo primario (primo parto con taglio cesareo di una donna) rispetto al numero totale dei parti. Nel reparto di Ostetricia e Ginecologia, diretto da Antonio Succu, i cesarei primari nel 2014 si sono attestati al 24.41 per cento del totale, la percentuale più bassa in Sardegna, contro una media nazionale che è del 28 per cento e un indicatore che non dovrebbe superare la soglia del 25.
«I risultati raggiunti - commenta il commissario straordinario della Asl oristanese Maria Giovanna Porcu - sono il frutto di un lavoro di squadra che ci ha impegnato intensamente. La Direzione Generale, in questo processo, ha avuto un ruolo di guida, assegnando degli obiettivi ai responsabili di struttura e supportandoli nel percorso di miglioramento delle performance».
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