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Oristano

Scuola e disabilità, disagi e proteste nelle superiori a Bosa

di Alessandro Farina
Scuola e disabilità, disagi e proteste nelle superiori a Bosa

Con ritardo gli animatori sono entrati in classe Ma la loro presenza non è garantita dal prossimo gennaio

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BOSA. Torna d’attualità l’assenza nelle classi delle superiori della figura dell’animatrice. La Provincia non ha ancora assicurato che al ritorno a scuola il prossimo anno, dopo le vacanze, ai ragazzi disabili che studiano alle superiori di Bosa sarà ancora garantito l’indispensabile servizio, già iniziato con forte ritardo. Famiglie e associazione Primavera di Bosa sono quindi di nuovo sul piede di guerra, e chiedono al più presto certezze perché l’impegno di ragazzi disabili al cento per cento non venga ancora una volta penalizzato. Solo dopo oltre un mese dall’inizio delle lezioni, ai primi di novembre, la figura dell’animatrice, utile a sostenere l’attività di alcuni studenti disabili delle superiori di Bosa, aveva preso avvio. Ma le preoccupazioni non erano finite, perché genitori dei ragazzi e l’Associazione Primavera paventavano la possibilità che il servizio fosse solo temporaneo. Spettro che si è purtroppo a quanto pare materializzato, considerato che al rientro dalla pausa vacanze, in programma dal 23 dicembre 2015 sino ai primi giorni del 2016, gli scolari disabili potrebbero ancora una volta fare i conti con l’assenza dell’animatrice. Una delle fondamentali figure nel processo di integrazione scolastica, e servizio che deve essere garantito dalla Provincia di Oristano, su cui ricade la competenza alle superiori. «La nostra paura era che l’educatrice (arrivata ai primi di novembre e quindi dopo oltre un mese di scuola) non potesse garantire la sua presenza sino a fine anno scolastico. Per questa ragione avevamo chiesto che la questione venisse definita al più presto, mesi fa. Ma a oggi non ci sono ancora certezze» denunciano dall’Associazione Primavera di Bosa. Il problema quindi diventa nuovamente una delle priorità da risolvere per le famiglie dei disabili. Che, a parte i termini della legge 162 (che permette ai genitori di poter stare vicini ai loro figli anche nelle esigenze scolastiche), saranno costrette a modulare la loro vita e quella dei loro figli rispetto agli orari della campanella scolastica. Cioè a far entrare i ragazzi dopo l’inizio delle lezioni ed a portarli via prima, nelle ore non coperte dall’insegnante di sostegno (che opera per 18 ore settimanali) a cui dovrebbe subentrare in ausilio proprio la figura dell’educatrice. «Questa esigenza che si pone per non creare alcun possibile disagio nelle classi dove sono presenti i ragazzi», puntualizzano dall’associazione Primavera. La mancata certezza del rientro in classe con l’animatrice viene intanto vissuta come inaccettabile, perchè penalizzante rispetto agli sforzi dei ragazzi innanzi tutto. «Ci batteremo perché questa figura venga garantita ai nostri figli sino a fine anno scolastico. Occorre più attenzione e soprattutto programmazione da parte delle istituzioni competenti», il messaggio finale dalle famiglie. Queste già esasperate, erano pronte mesi fa ad “Azioni eclatanti.” Opzione che sembra ripresentarsi alla vigilia del 2016 come una delle possibili mosse per far valere, se necessario, le proprie ragioni.

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