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L’obbligo della trasparenza

L’obbligo della trasparenza

Poche persone per un appuntamento previsto dalla legge

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ORISTANO. Giornata della trasparenza tutta in famiglia per la Provincia. «Ce la cantiamo e ce la suoniamo da soli», ha commentato la dirigente del settore Cultura e Turismo Anna Paola Iacuzzi davanti alla vecchia sala consiliare praticamente deserta. Al tavolo della Giunta il commissario straordinario Massimo Torrente e i dirigenti Alberto Cherchi, Anna Paola Iacuzzi, Anna Lisa Iacuzzi, Antonio Massidda, Luciano Casu, Piero Dau e Oscar Migliorini. Sui banchi una volta occupati dai consiglieri comunali e negli spazi riservati al pubblico qualche dipendente, un paio di sindacalisti e la rappresentante di una associazione dei consumatori. Assenti i cittadini, assenti i “portatori di interessi collettivi”, assente, ma per motivi di salute anche la segretaria generale e responsabile della Trasparenza Luisa Orofino. Fosse dipeso da lui, non ci sarebbe stato forse neanche lo stesso commissario straordinario, ma la legge dice che la Giornata della Trasparenza si deve ed è stata fatta. «Come la Festa della Donna, una cosa orribile», ha confessato Torrente spiegando poi che quando è arrivato, sei mesi fa, ha trovato un ente con grosse difficoltà economiche ma molto ben organizzato, con un bel sito istituzionale e molto avanti dal punto din vista appunto della trasparenza. Unica pecca di rilievo, alla quale ha già messo rimedio, le nomine negli organismi e nelle società controllate, che venivano fatte senza una procedura di evidenza pubblica. Per il resto è stato quasi un coro unanime: in fatto di trasparenza, la Provincia di Oristano ha fatto il massimo che si poteva fare ed è molto più avanti di tanti altri enti, a cominciare dalla stessa Regione. E alla fine la Giornata della Trasparenza è diventata la Giornata delle lamentazioni. Per l'incertissimo futuro dell'ente e per il suo drammatico presente, fatto, tanto per fare qualche esempio, di tagli pesantissimi delle risorse finanziarie (meno 50 per cento di spese correnti rispetto ai 40 milioni di sei anni fa) e di una drastica riduzione del personale. (f.g.p.)

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