Sciopero dei medici, i camici bianchi vanno sulle barricate
ORISTANO. Col definanziamento della sanità Oristano rischia di perdere pezzi importanti della sua realtà sanitaria. L'allarme arriva dall'Ordine dei medici, che ieri ha parteciapto compatto allo...
ORISTANO. Col definanziamento della sanità Oristano rischia di perdere pezzi importanti della sua realtà sanitaria.
L'allarme arriva dall'Ordine dei medici, che ieri ha parteciapto compatto allo sciopero nazionale «contro il definanziamento progressivo, che taglia servizi e personale riducendo l'efficienza dell'assistenza, contro il blocco dei contratti di lavoro, delle convenzioni e del turnover professionale, che lascia poche speranze ai giovani, contro i contratti atipici e contro una burocrazia imperante che impedisce al medico il libero esercizio delle sue funzioni».
Chi ci rimette, hanno spiegato il presidente dell'Ordine Antonio Sulis e i rappresentanti sindacali Alessandro Percivalle, Luigi Curreli, Vittorina Olianas ee Alessandro Usai, non sono solo i medici ma tutti i cittadini. «Questo sciopero non è solo per noi, ma anche e sopratutto per i nostri pazienti e per tutti i cittadini», hanno puntualizzando chiedendo anche scusa per gli inevitabili disagi che lo scioperò può aver provocato.
«Le soluzioni ai problemi della sanità non si trovano solo tagliando, taglino gli sprechi ma senza danneggiare i pazienti», hanno ribadito spiegando che la provincia di Oristano, dove molti servizi sanitari sono già carenti, rischia di pagare un prezzo più alto rispetto ad altri territori in termi di efficienza, qualità e quantità dei servizi.
Già oggi, hanno spiegato, si registrano per esempio a livello ospedaliero pesanti carenze di personale che in qualfhe reparto impediscono il pieno utilizzo di costosissime apparecchiature facendo allungare in maniera insopportabile le liste di attesa e in altri fanno schizzare alle stelle i costi per le “consulenze esterne”.
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