Materassi ergonomici, promozione finita male
Sedilo, l’Associazione ippica ha concesso la sala per l’iniziativa commerciale La ditta avrebbe dovuto pagare una cifra pattuita, ma il promoter non ha saldato
SEDILO. Chi l’ha detto che un materasso ergonomico è sempre garanzia di una sana dormita? In certi casi può persino rovinarlo, il sonno. È successo ai membri dell’Associazione ippica, che si sono visti negare il compenso per aver organizzato una dimostrazione a fini promozionali sulle caratteristiche di un set di ausili per il riposo. Al momento di saldare il conto il rappresentante di una fabbrica veneta si è rifiutato di pagare. Il dietro front ha indisposto gli organizzatori, che hanno reclamato il denaro anche in presenza dei carabinieri, chiamati dallo stesso agente di commercio. Eppure le premesse erano allettanti: contattata da una ditta di Vicenza, l’Associazione ippica aveva accettato di organizzare un incontro dimostrativo con la prospettiva di raggranellare qualche soldo. Secondo alcune indiscrezioni la cifra pattuita sarebbe stata di 300 euro per quindici coppie e un extra di venti euro per ogni coppia in più. Denaro che, in base agli accordi sottoscritti, il sodalizio equestre avrebbe incassato indipendentemente dalla vendita degli articoli. In cambio di quella somma avrebbe dovuto garantire la partecipazione minima di trenta persone e un rinfresco a proprie spese.
Arriva il giorno fatidico. Sono pressappoco le 21 di mercoledì quando nel salone allestito per l’iniziativa promozionale fa il suo ingresso la diciottesima coppia di potenziali acquirenti. A quel punto, secondo le testimonianze dei presenti, il rappresentante annuncia che l’arrivo di quelle persone è valso agli organizzatori 360 euro. Qualcosa però, deve aver fatto cambiare idea all’agente, che a fine serata si è rifiutato di allentare i cordoni della borsa. L’uomo se n’è andato senza saldare il conto tra le veementi proteste degli organizzatori.
Nel bel mezzo della discussione sono arrivate le forze dell’ordine, con le quali il rappresentante si sarebbe giustificato contestando all’associazione ippica il mancato rispetto di una clausola sul riscaldamento della sala. Argomentazione che il direttivo ha confutato escludendo l’esistenza di accordi simili scritti o verbali. Alla fine l’uomo è partito assicurando che avrebbe fatto un bonifico, ma questo non eviterà a lui e alla ditta l’esposto a un’associazione in difesa dei consumatori da parte del gruppo ippico. A prescindere da come andrà a finire, quella sera tutti i protagonisti della storia sono tornati a casa a mani vuote e qualcuno di loro ha sicuramente trascorso una notte insonne. Tutta colpa di un buon materasso.
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