Vandali in azione, presepe semidistrutto
Magomadas, l’allestimento della Confraternita ha rischiato di essere cancellato da un incendio doloso
MAGOMADAS. Un principio di incendio, forse un gesto vandalico, ha rischiato di distruggere mercoledì sera il presepe che la Confraternita sta allestendo nella piazzetta di Santa Croce, a due passi dalla via principale del paese. Il rogo è stato spento grazie al provvidenziale intervento di un confratello, che si è accorto di quanto accadeva, con l’aiuto dei residenti. «È un gesto che si commenta da solo, cosa si può dire di più?», afferma il sindaco Mario Pala. Le fiamme sono divampate dopo le 21di mercoledì sera, nella struttura che si sta predisponendo nella piazzetta di Santa Croce per accogliere la Natività, a due passi dalla strada principale di Magomadas. «Uno dei confratelli ha cercato di spegnere il rogo allertando i residenti, che non si erano accorti di nulla. Tutti si sono quindi subito dati da fare e l’incendio è stato domato in breve tempo», spiega il comandante dei Barracelli Paolo Oggianu, confratello di Santa Croce anche lui. «Abbiamo messo immediatamente a disposizione un tubo di gomma collegandolo all’impianto idrico di una casa. Per fortuna era abbastanza lungo da raggiungere l'area dell'incendio e poter quindi spegnere le fiamme», raccontavano ieri mattina i residenti nella zona. Nei giorni scorsi l’amministrazione ha indetto un concorso, con in palio piccoli premi che andranno ai lavori ritenuti più belli, per l’allestimento all’aperto dei Presepe. «La stima era di cinque o sei iscrizioni. Abbiamo ricevuto invece ben undici adesioni» spiega il sindaco Mario Pala. Tra i partecipanti anche la Confraternita di Santa Croce, che stava allestendo la sacra rappresentazione in una angolo dello slargo pedonale a cui si accede da via Vittorio Emanuele. Scartata la possibilità di un corto circuito, considerata l’assenza di impianto elettrico, l’ipotesi sull’origine del rogo propende per un gesto dettato dalla stupidità. L’incendio ha alimentato anche commenti di condanna, in paese e via social.(al.fa.)
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