Esercenti scettici sugli incentivi anti-videopoker
Varato piano di sconti sui tributi per chi rinuncia alle slot «Ma una sola macchina fa incassare 4mila euro l’anno»
ORISTANO. Diventa realtà, la battaglia, annunciata da tempo in verità, del Comune per contrastare il gioco d’azzardo. Presto sarà pronto i bando pubblico, voluto dall’assessore alle Finanze Giuseppina Uda, che consentirà di pagare meno imposte, agli esercenti che nel corso del 2016 rinunceranno a tenere slot machine nei propri locali. Per l’esattezza, chi dirà “no” alle macchinette mangia soldi, otterrà un credito di 800 euro su Tari, Tasi e Imu.
Una scelta politica e morale che, come sempre avviene in questi casi, scatena opinione favorevoli e contrari. Già, perché se è vero che il gioco d’azzardo, anche se legale, può avere anche conseguenze difficili da gestire, una su tutte la ludopatia, che rende chi ne è colpito dipendente come da una droga al gioco, tanto da dover ricorrere alle cure mediche, attorno alle slot machine, si è creata una economia che non si può non considerare. Perché le “slot” fanno guadagnare. Senza ipocrisie di sorta, sono gli stessi gestori dei locali dove sono presenti le “slot” a dire chiaramente che no, non le toglieranno “le macchinette”. Il motivo è presto detto: 800 euro sono un’incentivo praticamente irrisorio rispetto a ai guadagni, in media 400euro al mese a macchinetta. «Sono il nostro lavoro, ci fanno vivere». A parlare è Sandro Ginesu, titolare di una rivendita di tabacchi e valori bollati con una sala giochi. Nel suo locale, sono otto le postazioni “slot” con una clientela che sembra ben poco preoccupata dai manifesti (obbligatori per legge) che non si limitano a spiegare come il gioco d’azzardo sia vietato ai minorenni, ma riportano anche indirizzi e numeri di telefono dell’ambulatorio dell’Asl 5 per la cura delle ludopatie. Lui, il gestore della sala giochi, spiega la sua scelta «La nostra azienda gestisce due locali, tutti con le slot – dice – è il nostro lavoro e lo facciamo nel rispetto della legge». Ed aggiunge «So bene che il gioco può creare dipendenza con conseguenze disastrose. Quando i familiari di un frequentatore della sala con questo tipo di problemi ci hanno chiesto di non farlo giocare, siamo stati sempre disponibili. Ma spieghiamo sempre che se il giocatore dipendente non viene da noi, trova facilmente altri locali e altre macchinette».
Anche Mauro Addis, gestore di un bar, anche questo dotato di slot machine, è scettico. «Dovrebbero eliminarle da tutti i locali, solo così si otterrebbero dei risultati. Le slot machine – aggiunge – sono vere e proprie rovina-famiglie. A questo punto dovrebbe essere lo Stato a renderle illegali, invece, ci guadagna».
Pareri contrari, dunque, ma anche tanti favorevoli. «Era ora che il Comune facesse qualcosa. Sono sempre stato contrario alle macchinette mangia – commenta Stefano Dessì, imprenditore che fino a qualche settimana fa gestiva in società un bar in via Tempio che del scelta “no slot” aveva fatto una vera e propria bandiera, con tanto di cartello affisso alla vetrina del locale, pubblicizzata anche attraverso i social. «Una scelta che ci ha premiato– dice ancora Dessì – guadagnando parecchi clienti ai quali la presenza delle macchinette al bar dava persino fastidio. ».
Anche Silvia Bergo, titolare di un bar in centro, plaude alla decisione della Giunta comunale. «È giusto che le aziende come la nostra, che rinunciano a quel tipo di guadagno, vengano premiate. Il Comune ha fatto benissimo», Dice. Ed aggiunge «Non abbiamo mai voluto che i nostri locali (ne gestiamo anche uno a Sassari), offrissero anche la possibilità del gioco d’azzardo. Preferiamo lavorare in altro modo, non è questa la nostra professione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
