La Nuova Sardegna

Oristano

L’arte del ricamo, convegno sul filet

Oggi a Bosa incontro tra esperti e artigiani nell’ambito del progetto Manos de Oro

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BOSA. Il Filet di Bosa: un merletto non solo da esposizione. Questo il messaggio che parte finalmente dalla città del Temo, a margine del laboratorio organizzato nei giorni scorsi nell’ambito del progetto Manos de Oro e soprattutto alla luce della conferenza, in programma oggi dalle 16 nel palazzo Don Carlos del Corso Vittorio Emanuele, che punta a discutere non solo di salvaguardia e conservazione di questa straordinaria attività artigianale, ma soprattutto alle possibili strategie di valorizzazione e commercializzazione, anche ad alti livelli. Quelli legati al mondo della moda e degli stilisti, ad esempio. E infatti non a caso alla conferenza uno dei relatori sarà lo stilista e designer Silvio Betterelli, mentre altri stilisti di fama regionale e nazionale sono attesi nei prossimi giorni, in visita all’esposizione di Filet di Bosa che sarà ospitata nella splendida storica struttura che si affaccia sul Corso e su piazza Fontana. «Manos de Oro è finalizzato alla conservazione e valorizzazione degli antichi mestieri» alcuni degli obiettivi infatti a largo raggio del progetto che vede una rete di cooperazione intercomunale con capofila Bosa e i centri di Modolo, Padria, Suni e Tinnura. Che guardano però anche verso «l’innovazione dei processi dei sistemi produttivi identitari della cultura tradizionale». Possibili leve non solo ad assecondare la vena espositiva di prodotti ormai di “nicchia,” e in alcuni ambiti quasi marginalmente destinati ad accontentare un plafond di richieste folkloristiche da parte dei visitatori. Ma parti di una conoscenza e di una maestria che si è affinata nei secoli nel vasto calderone dell’artigianato artistico. Forse troppo frettolosamente sepolto da una smodata, e tutto sommato non sempre produttiva in termini di contropartita economica, voglia di novità spacciata per modernità a tutti i costi. Un mare dove Bosa può certamente vantare frutti più che interessanti in vari settori. Quello del Filet ad esempio, come nella lavorazione della Filigrana d’oro, o perché no nel recuperare manufatti naturali ed ecosostenibili come le nasse in giunco, altro mestiere che va perdendosi. Il convegno sarà aperto dal saluto del sindaco Luigi Mastino, seguito dagli interventi del coordinatore del progetto Manos de Oro Livio Pertrini, del docente universitario Attilio Mastino, del pittore e designer Mariano Chelo, dello stilista Silvio Betterelli e ancora di Elena Mulas, tessitrice artigiana, Anastasia Salis, maestra di Filet di Bosa, e infine della designer Carolina Melis.(al.fa.)

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