Due fermate in meno al giorno, il Guilcier è su un binario morto
Abbasanta, cresce la protesta degli utenti dopo la soppressione dovuta al nuovo “pendolino” Sei territori e 50mila persone pronti ad allearsi per chiedere un rapido passo indietro alla Regione
ABBASANTA. Se prima il Comitato viaggiatori era pronto a dare battaglia, ora il Comune è disposto a dichiarare guerra alla Regione per la decisione di sopprimere le fermate dei nuovi treni veloci nello scalo ferroviario abbasantese. Il pericolo della cancellazione dello scalo intermedio da alcune rotte importanti sembrava scongiurato dopo la parola spesa dall’assessore ai trasporti Massimo Deiana, che aveva promesso di rivedere i provvedimenti che penalizzavano il polo intermodale del Guilcier. Invece i treni 3948 e 3949 sono passati dritti lasciando a terra i passeggeri.
La cancellazione delle fermate delle 8 del mattino dei convogli in arrivo da Cagliari e da Sassari nonché del treno delle 16.30 proveniente dal capoluogo sardo sta creando disagi e malcontento. Ieri il caso è stato discusso dal consiglio comunale, al quale la giunta di Stefano Sanna ha spiegato quali contromisure intende prendere per indurre la Regione a recedere. Da alcuni giorni è in corso una petizione popolare promossa dallo stesso esecutivo per sollecitare il ripristino della funzionalità e delle fermate dei servizi di Rfi nel nodo d’interscambio. Ma per aumentare la pressione sulla giunta regionale gli amministratori sono decisi a coinvolgere nella mobilitazione i rappresentanti istituzionali di tutti i territori che fanno riferimento alla stazione: Guilcier, Barigadu, Mandrolisai, Barbagia di Ollolai, parte del Montiferru e della Marmilla.
«Parliamo di un bacino d’utenza di circa cinquantamila persone – ha sottolineato l’assessore Bachisio Medde –. Questi disservizi stanno provocando disagi enormi con conseguenti problemi di natura economica e sociale. Qui il traffico passeggeri mette in circolo del denaro, certe attività vicine alla stazione morirebbero se i treni non si fermassero più ad Abbasanta. Per non parlare di quanto vengono penalizzati gli studenti delle zone più periferiche», ha rilevato l’amministratore.
Dopo le promesse disattese dal titolare regionale del pubblico trasporto, la disponibilità a tenere conto di impegni verbali è pari a zero. «Non è solo un problema di Abbasanta, ma di una realtà territoriale ben più vasta. Per questo serve un’azione forte che coinvolga cittadini e amministratori di tutte le zone interessate dal servizio», ha concluso Medde. Le aspettative tradite e la rivoluzione avviata da Rfi con l’avvento dei treni veloci hanno portato il Comune e i cittadini sul piede di guerra. Ci avevano già provato i viaggiatori dell’Alto Oristanese che alle prime avvisaglie di una possibile riduzione delle fermate si erano costituiti in comitato chiedendo all’assessore regionale ai Trasporti di non isolare questi territori e di «Garantire la mobilità dei cittadini che vengono penalizzati e discriminati senza alcuna ragione».
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