La Nuova Sardegna

Oristano

«Ma la città differenzia meglio e di più»

di Simonetta Selloni
«Ma la città differenzia meglio e di più»

L’assessore Efisio Sanna: il capoluogo in linea con i criteri di premialità della Regione, estese le categorie merceologiche

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ORISTANO. Il capoluogo non virtuoso nella raccolta differenziata? Sembrerebbe così, a leggere i dati dell’Osservatorio provinciale sui rifiuti per l’anno 2014. Ma, secondo l’assessore comunale Efisio Sanna, «c’è una discordanza tra l’Osservatorio e i parametri indicati dalla Regione, per i quali noi siamo al 66,78 per cento. E la prova è che rientriamo nella premialità, attribuita ai Comuni virtuosi», quelli cioè che nella differenziata superano la soglia del 65 per cento.

Una questione di calcoli, quindi, dovuta al fatto che la Regione assume come parametri solo le categorie merceologiche che vengono dfferenziate. Ma analizzando i dati, lo stesso assessore Sanna ammette che attraverso gli anni vi siano stati dei cambiamento che hanno inciso sulle cifre complessive. C’è in particolare un anno di svolta, ed è il 2013, in cui, anche per l’Osservatorio, il capoluogo precipita al di sotto dei valori-soglia della premiliatà.

«Bisogna intanto dire che il 2012 è stato l’anno delle Cartoniadi. Il Comune ha svuotato gli uffici di vecchie carte, conferendo 2173 tonnellate di carta e cartone, scesi a 1945 l’anno dopo. Ancora, è sceso il conferimento dell’umido, per lo stesso periodo in esame, di 200 tonnellate: da 4948 a 4748 tonnellate». In più il Comune di Oristano (che fa la differenziata in forma autonoma e conferisce all’impianto di smaltimento di Arborea), ha attivato lo spazzamento meccanico delle strade. «Questo ha comportato un incremento del conferimento, che nel 2012 era di 733 tonnellate, diventate 839 del 2013 e 1092 nel 2014. E il rifiuto da spazzamento non viene differenziato, fa parte della frazione secca».

Quello che l’assessore cerca di spiegare è che le buone pratiche che il Comune di Oristano sta attuando, differenziare meglio e di più, non sempre aiutano in termini di calcoli, per quanto riguarda i parametri indicati dall’Osservatorio provinciale sui rifiuti. Basti pensare che fino al 2012, Oristano aveva 22 tipologie merceologiche e oggi differenzia trenta tipi di rifiuto. Le new entry sono inerti, toner, oli usati, pneumatici, ingombranti non metallici. Tutti rifiuti non riciclabili, ma che prima finivano nell’indifferenziato. Un esempio: nel 2013 sono state conferite 97 tonnellate di ingombranti non metallici, cento tonnellate in più nel 2014. Per gli inerti lo stacco è ancora più netto: zero conferimenti nel 2013, 68 tonnellate nel 2014 che diventeranno 390 (ci sono già i i dati per i primi mesi di quest’anno), nel 2015. Prima, gli inerti andavano nell’indifferenziato. «Le proiezioni ci dicono che per il 2015 dovremmo riuscire a ridurre il conferimento del secco del trenta per cento. Abbatteremo quello per la carta di 200 quintali, 500 per il vetro e altrettanti per la plastica. E molti piccoli comuni che risultano virtuosi per l’Osservatorio non hanno lo spazzamento delle strade e nemmeno tutte le categorie merceologiche in base alle quali noi differenziamo». L’assessore si dice convinto che «per i parametri della Regione arriveremo a un 77 per cento di differenziata, per quelli dell’Osservatorio saremo al 71 per cento». Come dire, essere virtuosi a dispetto dei numeri.

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