Violenza sulle donne, dati in pericoloso aumento
Negli ultimi dodici mesi 88 richieste di aiuto allo sportello che tutela le vittime In preoccupante crescita anche l’adescamento di minori attraverso le chat
ORISTANO. Numeri da far accaponare la pelle. Nell’arco di un solo anno sono state 88 le nuove richieste di aiuto allo sportello anti violenza “Donna Eleonora”, da parte di altrettante donne, tutte residenti in provincia. Donne che non riescono più a subire soprusi ed abusi, quasi sempre dal proprio marito o compagno, quasi sempre all’interno delle mura domestiche e che, finalmente, hanno trovato il coraggio di denunciare. Basterebbe solo questo dato per tirare le somme del convegno «Parliamo di violenza sulle donne. Non stiamo in silenzio», che si è tenuto ieri mattina all’Hospitalis Sancti Antoni. Promossa dalla segreterie provinciali di Cgil e Cisl, in collaborazione con Comune e Plus, l’iniziativa è servita a fare il punto su un fenomeno che purtroppo, è piuttosto presente anche in un territorio relativamente tranquillo come questo. Patrizia Desole, presidente dell’associazione “Prospettiva donna” che da un anno ha la gestione dello sportello anti violenza, fornendo le statistiche sul fenomeno, ha spiegato come l’89 per cento dei casi riguardino donne italiane e solo una minima parte di richieste d’aiuto, il tre per cento, sia arrivato da straniere. Ben il 28 per cento dei casi è avvenuto in città. «Un dato altissimo – ha spiegato Desole – che tuttavia non si deve pensare che Oristano sia una città più a rischio di violenza sulle donne rispetto ad altre. Siamo all’interno della media nazionale, piuttosto, il numero elevato delle richieste di intervento arrivate nell’arco di un anno è stato determinato dal nuovo sistema di gestione dello sportello, affidato solo a donne. Soprattutto, dopo il trasferimento della struttura dalla precedente sede, il palazzo Comunale, che sicuramente non dava la sensazione di riservatezza, le donne hanno trovato il coraggio di rivolgersi a noi». Conseguenza scontata, è stato anche l’aumento di accessi, cresciuto del 79 per cento, alla casa protetta del Plus. La struttura, che attualmente ospita quindici persone, delle quali, otto sono bambini, è al completo.
Come se non bastassero le violenze tradizionali, anche qui sta prendendo piede il “grooming”, l’adescamento attraverso le chat di cui sempre più spesso sono vittime minorenni. «Stiamo lavorando con grande impegno non soltanto per assicurare protezione alle vittime delle violenze ma anche per prevenire nuovi casi», ha detto l’assessore comunale ai Servizi sociali, Maria Obinu. Il convegno, che ha visto gli interventi, fra gli altri, di Roberta Manca e Federica Tilocca, rispettivamente segretari generali di Cgil e Cisl; della psicologa Lucia Mocci, dell’avvocato Roberto Martani e del neuroscienziato Graziano Pinna che si è soffermato su come superare i traumi psicologici della violenza.
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