Chiesa in parte inagibile «Ma non chiuderemo»
Cabras. Il parroco di Santa Maria Bruno Zucca rassicura i fedeli Funzioni garantite durante le feste in attesa dei lavori di messa in sicurezza
CABRAS. «Staremo stretti ma saremo in chiesa«. Don Bruno Zucca, parroco di Santa Maria, annuncia ai fedeli cabraresi un Natale da trascorre in intimità. La chiesa non è agibile in tutta la zona del presbiterio ma il parroco non è disposto ad abbandonarla, soprattutto durante le festività natalizie: «Continueremo a celebrare la messa come abbiamo fatto in questi giorni, tra i banchi della navata principale», ha detto ieri il parroco, «i fedeli dovranno stringersi ma non è pensabile traslocare in un’altra chiesa. Santa Maria è un punto di riferimento per la comunità religiosa ma anche per tutto il paese e non può essere abbandonata in questi giorni». Don Bruno aveva anticipato parte del suo pensiero durante il concerto di Natale, andato in scena proprio nella chiesa principale di Cabras e ieri l’ha ribadito annunciando anche qualche novità: «Purtroppo non sarà facile ristrutturare in tempi brevi ma i vigili del fuoco ci hanno suggerito di stendere una rete a protezione del presbiterio, e dell’altare, in modo da poter continuare a sfruttare in sicurezza tutto lo spazio disponibile. Più avanti provvederemo al restauro con la collaborazione del Comune, della curia e di tutta la parrocchia. Il sindaco ha già dato la sua disponibilità e non ci saranno problemi a risolvere questa situazione una volta che sarà individuata la strategia da seguire». I mali che affliggono Santa Maria non sono incurabili, anzi. La parte pericolante è quella del cornicione che orla la cupola ma da agosto a fine dicembre non ci sono state crolli significativi: «Si tratta di polvere, perlopiù – ha confermato il parroco – non abbiamo registrato crolli significativi o cadute di laterizi. Per questo motivo una rete di protezione potrebbe bastare a rendere agibile anche la zone che adesso non è sicura». Una volta tamponata l’emergenza si penserà a intervenire in maniera definitiva. «Servono interventi di manutenzione straordinaria per combattere le infiltrazioni di umidità. La chiesa è molto vicina allo stagno e tutti i problemi strutturali derivano proprio dall’umido», ha detto ancora il parroco prima di esprimere un desiderio: «otto anni fa era stato effettuato un intervento proprio sul cornicione che adesso è pericolante. Sistemarlo una volta per tutte non può essere così complicato. Noi andiamo avanti senza far polemica con nessuno, nella speranza che tutti facciano la loro parte per curare la chiesa di riferimento di tutto il paese».
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