La Nuova Sardegna

Oristano

Dipendenti licenziate, sit-in davanti al Comune

di Michela Cuccu
Dipendenti licenziate, sit-in davanti al Comune

Protestano le lavoratrici del consorzio di imprese che effettuava la pulizia La Cgil: «Il presidio rimarrà attivo sino a quando non si arriverà a una soluzione»

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ORISTANO. Diciotto nuovi disoccupati per una città che già ne conta tantissimi, sono troppi. Eppure, a meno che l’amministrazione comunale non riveda la decisione di non rinnovare il contratto con il consorzio di imprese al quale da anni era affidato il servizio di pulizia degli uffici e del tribunale, è questo il destino per le 18 lavoratrici che alla vigilia di Natale hanno ricevuto altrettante lettere di licenziamento. Le lavoratrici però hanno deciso di non subire passivamente una decisione che per molte delle loro famiglie, dove il loro salario è l’unica fonte di reddito, significherebbe la miseria totale.

Per questo, assieme alla Cgil, da lunedì terranno un sit in permanente di fronte al Municipio. «Toglieremo il presidio solo quando l’amministrazione comunale ritornerà indietro su una decisione che non può essere giustificata con l’esigenza di risparmiare sulla spesa pubblica – dice Roberta Manca, segretario generale della Cgil di Oristano –. Per settimane abbiamo mandato avanti una trattativa per scongiurare il mancato rinnovo del contratto d’appalto, ma la Giunta è stata irremovibile ed ora, diciotto famiglie finiranno sul lastrico». Caduta anche la speranza di assicurare, almeno in attesa di una nuova gara d’appalto, la continuità lavorativa per quella parte delle lavoratrici che impegnate nelle pulizie del Tribunale, dopo che l’impresa ha rifiutato la richiesta avanzata dal ministero di Grazia e Giustizia, la situazione si sta facendo ancora più difficile. Sullo sfondo, infatti, si potrebbe scatenare una autentica guerra fra poveri. Infatti, come spiega in una nota la Cgil: «Il Comune ha fatto una scelta in economia: per risparmiare ha intenzione di affidare il servizio alla società in house, con il risultato che otto lavoratrici rimarranno a casa perché le condizioni dell’affidamento impediscono il passaggio delle lavoratrici che sono impegnate nel servizio mediamente da quindici anni».

In altre parole, se in questo modo potranno lavorare alcuni dipendenti della società in house, lo perderanno le ormai ex dipendenti dell’impresa esterna. «Noi siamo convinti che una soluzione si possa trovare – conclude Roberta Manca – per questo abbiamo deciso di presidiare il municipio».

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