La Nuova Sardegna

Oristano

La Provincia deve pagare 6 milioni di euro allo Stato

di Roberto Petretto
La Provincia deve pagare 6 milioni di euro allo Stato

Entro il 31 la liquidazione del contributo per il risanamento della finanza pubblica L’ente ha già adottato, negli ultimi anni, misure drastiche per contrarre la spesa

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ORISTANO. Entro la fine dell’anno la Provincia verserà al ministero dell’Interno i soldi che rappresentano la liquidazione delle quote di contributo per il risanamento della finanza pubblica. Una bella sommetta: quasi sei milioni di euro. 5.992.720 e 80 centesimi, per la precisione. Un salasso, che va a incidere su casse già stremate dai tagli. Lo Stato risana, prelevando dalla periferia. Il decreto legge 66 del 2014, diventato poi legge 89 prevede che, entro l’anno che sta per concludersi, province e le città metropolitane «debbano assicurare un contributo alla finanza pubblica in misura complessiva pari al più elevato importo di 510 milioni di euro, per ciascuno degli anni dal 2015 al 2017».

Gli enti locali devono trovare parte delle risorse tagliando le spese per autovetture e parte dalla «riduzione della spesa per incarichi di consulenza, studio e ricerca e per i contratti di collaborazione coordinata e continuativa». Dai conti relativi a queste tre voci la Provincia di Oristano, secondo le tabelle previste dal ministero, deve sborsare rispettivamente 1.606.771 euro, 4.920 euro e 61.367 euro. Ma non basta.

L'articolo 1 della legge 190 del 2014, prevede che « le province e le città metropolitane concorrono al contenimento della spesa pubblica attraverso una riduzione della spesa corrente di 1.000 milioni di euro per l'anno 2015, 2.000 milioni di euro per l'anno 2016 e di 3.000 milioni di euro per l'anno 2017».

Il taglio a carico della provincia di Oristano per l’anno 2015 è di 4.319.661 euro. Il costo totale, da saldare entro l’anno, è quindi di 5.992.720 euro.

Le Province, soppresse in modo non chiaro, sul cui futuro c’è ancora una grande incertezza, devono comunque continuare a erogare servizi previsti per legge, ma con risorse via via più esigue. E lo Stato non fa sconti: anche per ottenere una valutazione sui propri immobili da mettere in vendita, la Provincia deve pagare all’Agenzia delle entrate una parcella di oltre 12mila euro.

Gli amministratori provinciali eletti e il commissario straordinario nominato dalla Regione nel corso degli anni si sono già prodigati nella riduzione dei costi. Nonostante tutto il bilancio di previsione della Provincia presenta uno squilibrio di parte corrente pari a 5.492.184 euro ed una previsione di sforamento del patto di stabilità per un importo di euro 8.144.582. Non sono bastate «le misure adottate dall'ente, soprattutto negli ultimi due anni, per contrarre la spesa».

@Petretto

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