La Nuova Sardegna

Oristano

Raccolta ricci a Mandriola, limiti di legge solo virtuali

Raccolta ricci a Mandriola, limiti di legge solo virtuali

Anche durante le feste continuo via-vai di barche e furgoni frigoriferi I controlli garantiti dal Comune di San Vero sinora non danno i risultati sperati

2 MINUTI DI LETTURA





SAN VERO MILIS. Velocissimi e instancabili. Le festività natalizie non hanno fermato i cacciatori di ricci che frequentano il mare di Capo Mannu. Che poi il calendario segni il giorno di Santo Stefano o la domenica, per loro non fa alcuna differenza. Il via vai di barche e di furgoni dotati di cella frigorifera davanti al molo di Mandriola è impressionante: natanti e automobili ciondolano nei pressi dello scivolo senza soluzione di continuità, dall’alba al tramonto. Gli operatori della pesca, invece, sembrano tarantolati. Le manovre di scarico dall’imbarcazione e di carico nei furgoni sono rapidissime e si compiono sotto gli occhi del capobarca che non smette di incitare fino a quando le casse colme di ricci non finiscono nella cella frigorifera. Poi, si chiudono le ante delle celle e i furgoni abbandonano Mandriola, ognuno con a bordo un prezioso carico di sei ceste, il massimo consentito che non dovrebbe superare i 3mila ricci. Le barche, invece, spesso riprendono il largo e ricompaiono a ridosso del molo solo quando altre sei ceste sono state riempite nuovamente fino all’orlo. Da quel momento in poi, le operazioni si ripetono come da copione, se non fosse per un dettaglio: il furgone utilizzato per il trasporto, ovviamente, non è lo stesso. Ogni barca, dunque, assicura due o più carichi al giorno. Un numero che supera la quantità consentita e che dovrebbe preoccupare chi parla di contenimento dello sforzo di pesca, soprattutto se si considera la flottiglia di imbarcazioni impegnate tutti i giorni nella marina di San Vero Milis. A rendere ancora più complicata la convivenza dei pescatori con l’esigenza di tutelare i ricci di mare c’è la totale assenza di controlli che permette ai ricciai di approssimare per eccesso il numero delle catture che, evidentemente, qualcuno azzera appena il furgone frigo abbandona la zona del molo. Insomma, uno sfruttamento intensivo che potrebbe mettere in ginocchio l’ambiente marino di una zona tanto affascinante quando delicata. A dire il vero, poco prima che si aprisse la stagione della pesca del riccio di mare l’amministrazione comunale aveva annunciato un giro di vite attorno alla pesca professionale. Era stato il sindaco, Luigi Tedeschi, a dichiarare l’impegno dei vigili urbani nel controllo della costa e la sorveglianza di un gruppo di cittadini che avrebbe agito in borghese a ridosso del molo. Un controllo discreto e costante che però non ha portato ai risultati sperati.

Claudio Zoccheddu

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative