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Planargia Montiferru

Il polo scolastico diffuso non piace ai genitori

Il polo scolastico diffuso non piace ai genitori

MAGOMADAS. Il “polo scolastico diffuso”, soprattutto dal punto di vista logistico, con i bimbi costretti a usare gli scuolabus, non convince tutti gli abitanti della Planargia Montiferru. Gli...

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MAGOMADAS. Il “polo scolastico diffuso”, soprattutto dal punto di vista logistico, con i bimbi costretti a usare gli scuolabus, non convince tutti gli abitanti della Planargia Montiferru.

Gli spostamenti dei più piccoli da un paese all’altro, in un ambito non certamente garantito dalla continuità urbana e su strade non sempre al top in tutte le stagioni fanno venir più di un dubbio a amministratori e genitori. Così nel corso di una riunione indetta dal sindaco Mario Pala martedì pomeriggio, nell’aula consiliare di via Vittorio Emanuele a Magomadas. Dopo aver presentato per sommi capi il progetto approvato all’unanimità dai sindaci dell’Unione Planargia-Montiferru Occidentale a fine novembre, che prevede attraverso un corposo finanziamento di quattro milioni di euro la sistemazione dei plessi scolastici a Suni, Tresnuraghes, Scano Montiferro e Cuglieri, oltre alla realizzazione negli altri paesi del territorio di aule per i laboratori, Mario Pala ha chiesto ai presenti di esprimere il proprio giudizio su quello che dovrebbe essere il futuro, dalla scuola dell’infanzia alle medie, per i bambini e ragazzi del proprio comune. Il progetto denominato Iscola se da una parte vede tutti d’accordo rispetto alla necessità di una scuola aperta alle nuove sfide ed efficiente sul piano della preparazione, trova anche non poche resistenze nell’idea di dislocare i bambini della scuola dell’infanzia a Suni e Cuglieri, quelli delle elementari a Scano Montiferro ed i più grandetti delle medie a Tresnuraghes e Cuglieri, plessi di riferimento. Il sistema del “polo diffuso” implica per i più piccoli l’utilizzo di un sistema di scuolabus ed un viavai di viaggi giornalieri nelle ore di lezione o del tempo prolungato, e per il comune un impegno di compartecipazione economica alle spese di progetti tesi a qualificare e rende appetibile l’offerta.

«Come è possibile per un bambino frequentare in un paese, e quindi in un certo ambiente, la scuola dell’infanzia, in un altro le elementari ed in un altro ancora le scuole medie?», si chiedono i genitori. «Del loro parere terremo conto quando ci riuniremo per decidere se approvare o meno il progetto dell’Unione in consiglio comunale» hanno assicurato il sindaco Mario Pala e la responsabile all’istruzione del Comune Maria Marini. Anche se i margini di manovra per eventuali correzioni o adattamenti del progetto proposto dall’Unione, che tenta di dare risposta a problematiche che si intende risolvere per i prossimi decenni in un territorio straziato da spopolamento e denatalità galoppanti, appaiono molto ridotti.

I termini di presentazione del progetto a Cagliari, e quindi di non perdere l’opportunità di finanziamenti ritenuti preziosi, sono sempre più risicati.

Alessandro Farina

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