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Salto ostacoli, brilla la giovane stella di Emanuele Lampis

Salto ostacoli, brilla la giovane stella di Emanuele Lampis

ORISTANO. È salito a cavallo, quasi casualmente, all’età di otto anni e da allora non è più sceso. Anzi, secondo gli esperti, Emanuele Lampis, 16 anni e qualche mese, è tra i talenti sardi più...

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ORISTANO. È salito a cavallo, quasi casualmente, all’età di otto anni e da allora non è più sceso. Anzi, secondo gli esperti, Emanuele Lampis, 16 anni e qualche mese, è tra i talenti sardi più interessanti del salto a ostacoli. Al suo attivo un palmares di tutto rispetto: nel 2012 vittorie in gare regionali nazionali e un secondo posto ai campionati sardi, che gli è valsa la selezione per le ponyadi, disputate al Centro Federale dei Pratoni del Vivaro con il Team Sardegna, dove conquista la medaglia d’argento individuale e, con la sua prestazione, contribuisce a far vincere l’argento alla sua squadra. A dicembre del 2012 con i vari primi posti nelle tappe di qualificazione di coppa Italia base, si qualifica primo su 25 finalisti di tutta Italia nella computer list. Alla Finale di Manerbio, nella manifestazione Ponylandia, vince la Coppa Italia Base. Segue il terzo posto con medaglia di bronzo conquistata con due percorsi netti nella Coppa dei campioni a Fiera cavalli di Verona, nel 2013.

Nel 2014 vince la medaglia di bronzo ai campionati sardi assoluti, a settembre dello stesso anno, a Cattolica, quella di bronzo nei campionati italiani junior. Lo scorso dicembre, a Pontedera, ha vinto la medaglia di bronzo ai campionati italiani invernali Master Junior.

Un percorso agonistico, quello di Emanuele, iniziata a Oristano con Giangi Murruzzu, nell’ottobre 2014 che lo ha condotto prima alla Rango International e adesso alla Horse & Rider, di Padova, con l’istruttrice Antonella Canova, dove un’importante sponsor gli ha messo a disposizione i cavalli che monta attualmente: Equiplanet Navina e Equiplanet Lucano Terzo.

Emanuele, nonostante le vittorie che gli stanno aprendo le porte dell’equitazione che conta, non si lascia incantare dalle luci della ribalta. A chi gli chiede cosa vuole fare da grande, con il sorriso semplice e pulito che solo un ragazzo abituato a fare sacrifici può avere, risponde: «Lavoro intensamente per fare cavaliere. Intanto vado avanti con la scuola (frequenta la terza liceo scientifico) e dopo il diploma vorrei fare l’università: veterinaria».

Corrado e Paola, guardano il loro ragazzo con soddisfazione, consapevoli che all’interno di un mondo, spesso difficile come quello dei cavalli, non lo lasceranno mai da solo. «Il compito dei genitori - dicono - è quello di vivere per i propri figli, facendogli sentire l’affetto e la loro presenza, discreta ma sicura».

Emanuele li ripaga con gli ottimi voti a scuola e con le sue vittorie. Da sportivo di razza, certe parole, per scaramanzia, non le pronuncia. Ma sa bene, visto che è un atleta di interesse federale, di essere seguito con attenzione dalla Fise. E questo lascia supporre che, per lui, potrebbero aprirsi le porte dei prossimi campionati europei.

Piero Marongiu

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