La Nuova Sardegna

Oristano

Dentro l’Unione dei Fenici Solarussa e Siamaggiore

di Simonetta Selloni
Dentro l’Unione dei Fenici Solarussa e Siamaggiore

Le due municipalità aderiscono al sistema e lasciano l’Unione Valle del Tirso Ora il nuovo ente intermedio conta su una base di almeno 23mila abitanti

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PALMAS ARBOREA. Anche Solarussa e Siamaggiore entrano nell’Unione di Comuni dei Fenici, aggiungendosi così ai cinque fondatori: Cabras, Santa Giusta, Riola Sardo, Villaurbana e Palmas Arborea. Solarussa e Siamaggiore lasciano l’Unione della Bassa Valle del Tirso per approdare all’Unione dei Fenici, alla quale avevano fatto richiesta già dal mese di ottobre. Il loro ingresso è stato preceduto dalle modifiche statutarie ratificate dai consigli dei cinque comuni storici che hanno votato a maggioranza qualificata, quando non all’unanimità.

È questo un passo molto significativo per l’Unione di Comuni dei Fenici, che ora allarga la sua base a circa 23mila abitanti, ben oltre la soglia minima dei 10mila abitanti imposta dalla riforma degli enti locali che la Regione si appresta ad approvare.

Per il 13 gennaio è stato già fissato l’incontro dell’Unione, alla quale i due comuni parteciperanno a pieno titolo: nelle scorse settimane avevano già partecipato ad alcuni incontri della programmazione territoriale. Il cronoprogramma è stato già stabilito e prevede il completamento del progetto e l’inizio di negoziazione con la giunta regionale per la fine del prossimo mese di marzo.

«Con l’ingresso dei due nuovi comuni saranno integrati anche alcuni servizi che l’Unione gestisce in forma associata, a cui i rispettivi sindaci hanno già dichiarato di voloer aderire», ha sottolineato il presidente dell’Unione Antonello Figus. In particolare, si tratta del sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti, il Suap, lo sportello unico per le attività produttive, il Sue, lo sportello unico per l’edilizia, ma anche la centrale unica di committenza. Inoltre, l’Unione gestisce anche, su delega della Regione, le pratiche relative alle autorizzazioni paesaggistiche.

«Aspettiamo di conoscere dunque la nuova formula di gestione amministrativa delle Unionisarde, che scaturiranno dagli articoli di legge di riordino degli Enti locali, per programmare le attività nel territorio anche in virtà dei nuovi compiti che la legge individuerà per i nuovi enti intermedi – ha proseguito il presidente Figus –. Anche il bilancio di previsione avrà dunque una nuova dotazione finanziaria con un fondo unico aggiornato alle quote di pertinenza dei due nuovi comuni, che andrà ad implementare il fondo costituito dai cinque comuni storici che hanno fondato l’Unione di comuni dei Fenici».

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