Rally nel Sinis, difficilmente ci sarà il bis
Dopo le polemiche del 2015, l’organizzazione mette le mani avanti: «Vogliamo pagamenti anticipati»
CABRAS. Gli uccelli che nidificano a su Tingiosu potranno dormire sonni tranquilli. Le auto del Campionato mondiale di rally (Wrc) che secondo uno studio ambientale avrebbero disturbato il riposo dei pennuti difficilmente torneranno nel Sinis. La tappa del mondiale è in allestimento, ma il ritorno degli assi del volante è un ipotesi piuttosto remota. A scoraggiare gli organizzatori ci hanno pensato le tante difficoltà riscontrate lo scorso anno, non appena la notizia di una tappa “televisiva” a ridosso delle spiagge di quarzo si era diffusa nel Sinis. Il sindaco, Cristiano Carrus, aveva bocciato la gara salvo poi ritornare sui suoi passi dopo l’insurrezione popolare nata all’indomani dell’inspiegabile diniego. L’indecisione amministrativa aveva fatto il paio con la tutela del sonno dei cormorani che nidificano a su Tingiosu, animali da prendere a schioppettate durante l’inverno ma da evidentemente tutelare, secondo il Comune, quando salgono le temperature. Dopo diversi problemi, si trovò l’accordo per inserire la tappa, con l’amministrazione comunale impegnata in una colletta per pagare la quota richiesta dall’organizzazione. L’ultimo intoppo fu la cancellazione a poche ore dal via della diretta televisiva, che avrebbe catapultato il Sinis nelle case di milioni di tifosi, proprio per il mancato raggiungimento della cifra necessaria. Una telenovela estenuante che si era conclusa in un bagno di folla durante la tappa, nonostante una giornata ventosa e nuvolosa. «Ancora non è stato deciso nulla», ha spiegato ieri Pierpaolo Seddone, responsabile dell’organizzazione della gara, «lo scorso anno abbiamo avuto soddisfazioni e numerose difficoltà. Tanti amministratori ci hanno dato una mano, altri hanno provato a fare i furbi. Chiaramente, saranno privilegiati i territori che ci hanno supportato». L’ipotesi di un’altra tappa del Sinis tuttavia non è impossibile: «I problemi si possono risolvere. Chi l’anno scorso non ha versato le cifre pattuite può rifarsi quest’anno saldando le quote del 2015 e del 2016, in anticipo però», conclude Seddone.
Claudio Zoccheddu
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