Social e energia, accuse al sindaco
Riola Sardo, l’opposizione sulle polemiche su Facebook e sull’illuminazione
RIOLA SARDO. I toni sono pacati, ma decisi. La minoranza consiliare ha scelto di comunicare al sindaco alcune precisazioni sui fatti recenti della politica paesana.
La forma individuata da Barbara Daga, Adelfio Atzori e Davide Marchi è quella della dichiarazione al primo cittadino, Domenico Ari. I tre consiglieri di minoranza sono ritornati sulle minacce mosse al sindaco su Facebook da un utente della pagina che utilizzano per informare i cittadini. L’intimidazione virtuale era basata su un gioco di parole tra il nome sardo dell’asparago e l’azione che definisce l’utilizzo di un’arma da fuoco: «Il sindaco ne ha fatto una speculazione politica che sarebbe dovuta essere censurata esattamente come la frase che generato tutta la vicenda. Se si fosse sentito minacciato avrebbe dovuto denunciare l’accaduto alle autorità competenti. Non siamo animati dall’odio personale - precisano i tre -. La nostra attività di controllo e collaborazione è il frutto del mandato che ci hanno assegnato i cittadini».
La minoranza ha ribattuto al sindaco anche sulla questione dell’illuminazione pubblica e sulle eventuali risorse necessarie per aggiornare i sistemi ormai obsoleti e molto costosi: «Il sindaco aveva detto che sarebbe stato molto bello installare un sistema e elettrico a basso consumo ma che purtroppo mancavano le risorse necessarie per un intervento di questo tipo - ricordano Daga, Atzori e Marchi -, eppure nel 2009 era stato concesso un cofinanziamento dalla Regione per il risparmio energetico proprio nel settore dell’illuminazione pubblica e l’amministrazione in carica, di cui Ari era vicesindaco, aveva deciso di non accettare. Nel febbraio del 2014, infatti - concludono i tre consiglieri di minoranza -, il Comune ha provveduto a restituire l’anticipo alla Regione».
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