Planargia-Montiferru i Comuni alla prova della scuola che verrà
Il presidente dell’Unione lancia l’ammonimento ai colleghi: «La battaglia per difendere i soli edifici è perdente»
BOSA. Dieci giorni per decidere sul futuro della scuola in un territorio spopolato, trafitto da una denatalità deflagrante che porta con se lo spettro della chiusura delle scuole oggi rimaste operative. Più che un appello, alla responsabilità di amministratori e genitori, sembra un monito quello lanciato da Giovanni Antonio Cuccui. Riconfermato all’unanimità dei colleghi presidente dell’Unione dei Comuni Planargia-Montiferru con un oggettivo mandato a tempo: portare a casa, cioè nel territorio che assomma i comuni di Montresta, Modolo, Magomadas, Tresnuraghes, Flussio, Tinnura, Suni, Sagama, Sennariolo e Scano Montiferro, a cui si è aggiunto Cuglieri, un progetto didattico condiviso, che mantenga viva e salvi la presenza della scuola nei paesi, ribadisce l’amministratore in una lunga intervista a Radio Planargia. L’accordo sarebbe stato raggiunto, secondo quanto riporta una delibera di fine novembre dell’Unione, approvata all’unanimità dopo non poche discussioni (assenti Modolo e Tinnura), ma è stato rimesso in discussione da più parti proprio a pochi giorni dalla discussione nella aule consiliari del territorio. «Il Documento Preliminare alla Progettazione (Dpp) ora al vaglio della Regione è la sintesi di quanto sindaci e scuola discutono da mesi, ed è quanto richiesto all’unanimità da tutti i sindaci», ribadisce però Cuccui. Per un progetto che sul fronte formativo punta a dare risposte “coerenti e innovative nella didattica,” mantenendo operative le scuole a Suni, Scano, Tresnuraghes e Cuglieri e riaprendo i plessi negli altri comuni attraverso la realizzazione di laboratori, gli obiettivi di fondo. «Mi lascia basito non aver sentito mai parlare di Scuola intesa come luogo di formazione e crescita, di didattica, di servizi, di progetti, ma aver ridotto il tutto alle distanze in chilometri tra un paese e l’altro o al “mattone” a Suni piuttosto che a Tresnuraghes o Scano o Cuglieri», spiega Cuccui. «Nessuno però parla di chiusura delle scuole, che per alcune classi sarà un dato di fatto non tra dieci anni ma tra un mese, allo scadere delle iscrizioni per l'anno scolastico 2016/2017», il vero problema e non da poco, dietro l’angolo per il presidente dell’Unione. Il progetto della scuola diffusa è da 4 milioni di euro della Regione, più una quota parte di ogni singolo comune aderente, quello dell’Unione. Con fondamenta il bilinguismo italiano-inglese fin dalla scuola dell’infanzia, il design, la mediterraneità, la creatività, alcuni dei capisaldo culturali e didattici nella formazione. In plessi però, e qui sta il nodo per molti indigeribile, ospitati per materne, elementari e medie in paesi diversi. «Ad oggi non risulta alcuna proposta alternativa», rimarca Cuccui. «Durante i prossimi 10 giorni i consigli comunali dovranno deliberare in merito all’approvazione del Dpp. Dieci giorni in cui «ciascun consiglio comunale dovrà decidere se far morire oppure no le scuole nel nostro territorio. Dovrà decidere – ricorda Cuccui – se far morire oppure no il nostro territorio».
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