Londra-Oristano: Stephen, emigrato alla rovescia
La storia di un giovane inglese approdato nella terra di Eleonora per amore Una passione per ritmi di vita, clima e cibo della Sardegna. Ha aperto un negozio
ORISTANO. Lasciare Londra per Oristano e aprirci un negozio per essere felici. Si può riassumere così questa vicenda di emigrazione alla rovescia, dove il protagonista non è un sardo che fa la valigia e va all’estero ma un cittadino britannico che la Sardegna l’ha scelta come terra di elezione. Galeotti furono il mare, il clima, il buon cibo e uno stile di vita non proprio frenetica. Quando Stephen Blackwell due anni fa (e 31 di età) andò a Baratili San Pietro per conoscere la famiglia della sua fidanzata, prese una decisione: a Londra non ci sarebbe tornato se non per le vacanze. Così assieme alla sua compagna di vita, Emanuela Fanari, conosciuta a Londra quando la ragazza, laureata all’Accademia di Belle arti era andata per imparare la lingua inglese, hanno aperto un negozio al centro di Oristano. Un outlet, per la precisione «di capi unici, assolutamente non usati, che importiamo direttamente dall’Inghilterra», spiega Stephen.
Gli occhi azzurri gli illuminano il viso, quando, Stephen racconta della sua scelta di vita. «Quando sono arrivato qua, ho capito da subito che per me questo era il posto migliore per vivere – dice –. Mi è piaciuto tutto: il cibo, l’aria che respiro, finalmente non satura di smog, il paesaggio, il clima, ovviamente e soprattutto, le relazioni umane. Qui è tutto più naturale e diretto, qui non c’è il caos, la fretta, l’urgenza, i ritmi sono molto più piacevoli». Ama talmente tanto la Sardegna, Stephen, da riassumere tutto in una frase «qui si vive meglio perché per vivere basta davvero poco». L’apertura del negozio è stata una scelta obbligata. «Non ci sono tante possibilità di lavoro dipendente, per questo abbiamo deciso per il negozio – racconta –. Io del resto, già a Londra lavoravo come commesso in una boutique ed ho messo nella nuova attività commerciale tutta la mia esperienza».
Stephen non nasconde che tutto questo ha avuto tutto un prezzo. «Certo, ho dovuto rinunciare a tante cose: ad esempio, la possibilità di spostarmi quando voglio perchè qui non c’è un aeroporto. Questa è una piccolissima città e certo non offre gli eventi culturali e gli spettacoli ai quali ero abituato a partecipare quando vivevo a Londra. Mi mancano i musei, la grande biblioteca dove trascorrevo tante ore a leggere. Però mi sono adeguato: per leggere mi sono comprato gli e-book, pazienza per gli spettacoli, ma – conclude – volete mettere con l’eterna primavera di cui godete, l’immenso patrimonio culturale e ambientale che possedete? No, la Sardegna e troppo bella per rinunciare a viverci. Per sempre».
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