La Nuova Sardegna

Oristano

INCHIESTA “SEXY BUSINESS”

Prostituzione, in manette il boss dei night

di Simonetta Selloni
Prostituzione, in manette il boss dei night

ORISTANO. Era stato tra gli arrestati della prima ora, nel blitz della Squadra mobile del capoluogo, al termine di una lunga indagine su un giro di prosituzione all'interno dei night Privè e...

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ORISTANO. Era stato tra gli arrestati della prima ora, nel blitz della Squadra mobile del capoluogo, al termine di una lunga indagine su un giro di prosituzione all'interno dei night Privè e Barbarella. Ieri mattina Antonio Concas, 65 anni, originario di Arbus, definito il "re dei night", è tornato in carcere. Ad accompagnarlo a Massama, sono stati poliziotti che gli hanno notificato la sentenza definitiva per sfruttamento della prostituzione. La pena che Concas dovrà scontare è di quattro anni.

L'arresto di Concas mette la parola fine a un'inchiesta condotta nel 2001 e denominata "Sexy Business". Un'operazione "monstre": oltre un centinaio gli agenti coinvolti nelle indagini, partite , grazie anche alla segnalazione di alcuni cittadini, le cui abitazioni si trovavano accanto ai locali posti sotto sequestro dalla magistratura. Intercettazioni ambientali, pedinamenti, documentazione fotografica e video, oltre duemila pagine finite nei faldoni poi approdati davanti al Tribunale di Oristano, erano il sostrato probatorio che aveva portato alla individuazione del traffico di entreneuses.

Non solo questo, però: anche le richieste dei documenti di soggiorno, fatte dalle stesse persone e con analoghi domicili avevano insospettito gli inquirenti. Il lavoro della raccolta delle prove era stato lungo e articolato, prima che si passasse agli arresti. Cinque persone, tra le quali appunto Conca, ma anche 16 denunce e l' espulsione di 9 straniere. Almeno un centinaio i clienti dei night, che non si ponevano il problema di spendere grosse cifre per trascorrere una serata in compagnia di belle ragazze. Compagnia e non solo, a giudicare dai risultati dell'inchiesta, nell'ambito della quale la polizia aveva anche sequestrato 200 mila euro, provento dei guadagni di due locali.

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