Colpo alla tabaccheria vicino a casa: arrestato
Un giovane di Terralba è finito in manette pochi minuti dopo la rapina Riconosciuto dai carabinieri nelle riprese della telecamera del locale
TERRALBA. È il rapinatore della porta accanto, quello che per progettare e eseguire un colpo non si allontana nemmeno della strada di casa. Lunedì sera, intorno alle 20, un individuo mascherato ha fatto irruzione nella tabaccheria Abis in via Manca e, sotto la minaccia di una pistola, ha convinto la commessa a consegnargli l’incasso: un bottino di appena 100 euro. Una volta intascato il contante, l’uomo è scappato e ha fatto perdere le sue tracce. La fuga del rapinatore è durata appena qualche minuto dato che i carabinieri della stazione di Terralba erano già in zona per un controllo e hanno raccolto all’istante la segnalazione della commessa, sono arrivati in via Manca in un attimo e hanno iniziato a raccogliere i primi elementi dell’indagine. Nella tabaccheria si sono precipitati anche gli uomini del Nucleo operativi della compagnia di Oristano che, insieme ai colleghi di Terralba, hanno subito visionato le riprese della telecamera a circuito chiuso che sorveglia il locale. Le riprese hanno fugato ogni dubbio e indicato il possibile colpevole. Infatti, oltre all’abbigliamento particolarmente riconoscibile, le movenze del maldestro rapinatore sono saltate all’occhio dei carabinieri che, dietro l’uomo mascherato, hanno riconosciuto alcuni tratti caratteristici del giovane U.M., pregiudicato ventiseienne che, guarda caso, abita nella stessa via dell’esercizio appena rapinato.
Un dettaglio che ha permesso la perquisizione quasi immediata del domicilio in cui è stato scovato il giovane rapinatore che, a scanso di equivoci, indossava ancora i vestiti utilizzati durante l’irruzione al tabacchino e riconosciuti dall’occhio allenato dei carabinieri di Terralba. Nel corso della perquisizione è stata ritrovata anche l’arma utilizzata per la rapina, una replica di una pistola Beretta ad aria compressa a cui era stato asportato il tappino rosso che distingue le armi giocatto da quelle vere. La refurtiva, invece non è stata trovata ma per il rapinatore sono scattate le manette: il giovane era già stato denunciato per un episodio analogo avvenuto qualche giorno prima in un altro esercizio commerciale da cui, però, non erano partite segnalazione alla caserma dei Carabinieri. La denuncia era stata bloccata per “merito” dell’intervento di un genitore che aveva aggiustato i danni causati dai due rapinatori – U.M. in quel caso era stato aiutato da un minore – e convinto i titolari a chiudere la faccenda con una stretta di mano. Un accordo a cui è però sfuggito un post su Facebook da cui i carabinieri sono risaliti alle generalità del rapinatore e l’hanno denunciato. Dopo la rapina di lunedì, il giovane pregiudicato è stato arrestato e accompagnato al carcere di Massama.
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