Sedilo, stoccaggio delle carcasse Incontro sul centro territoriale
SEDILO. Un aiuto per gli allevatori e uno strumento di tutela dell’ ambiente. Avrà questa duplice funzione il progetto pilota sul centro territoriale di stoccaggio delle carcasse che il Comune...
SEDILO. Un aiuto per gli allevatori e uno strumento di tutela dell’ ambiente. Avrà questa duplice funzione il progetto pilota sul centro territoriale di stoccaggio delle carcasse che il Comune realizzerà con il supporto dell’Unione del Guilcier. L’iniziativa è stata illustrata ieri alla presenza di alcuni amministratori della zona, di imprenditori agricoli di Sedilo e del circondario. Le problematiche di carattere ambientale e i rischi sulla salute pubblica legati a uno smaltimento irregolare dei sottoprodotti di origine animale hanno indotto il legislatore a inasprire le sanzioni e ad esigere maggior rigore sul richiamo al rispetto delle regole da parte degli organismi di controllo. In più, con l’informatizzazione dei registri aziendali, che faciliterà l’accesso immediato ai dati sul patrimonio zootecnico, sarà praticamente impossibile sottrarsi alle regole e restare immuni da conseguenze.
Dall’altra parte c’è chi si adegua sopportando costi altissimi: dai 70 euro per ogni pecora ai 200 euro per ogni bovino. «Non è un obbligo aderire al progetto, si può far riferimento a ditte o enti privati – ha specificato il vicesindaco Salvatore Pes –. In ogni caso tutti sono tenuti a fare le cose in regola. Ne beneficerà l’ambiente e gli allevatori eviteranno le sanzioni e la decurtazione dei premi comunitari».
L’alternativa offerta dal Comune comporterà la sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra l’Unione del Guilcier e il Consorzio di difesa delle produzioni intensive e gli allevatori che vorranno accedere alle agevolazioni dovranno iscriversi all’ente strumentale della Regione. I costi della rimozione sono coperti interamente da Stato e Regione, mentre alle spese connesse alla distruzione concorrono per metà lo Stato, per il 25% la Regione e per la parte residua l’assicurato.
Fabio Campoli, della compagnia assicurativa convenzionata con il Consorzio, ha formulato l’esempio su un allevamento di 150 ovini. Il proprietario dovrà pagare al consorzio un’iscrizione una tantum di 25 euro più 15 euro di costi fissi annuali relativi alla gestione delle pratiche e 56 euro annui di costi proporzionali al premio assicurativo (805 euro).
Le spese effettivamente sostenute dalle aziende potrebbero ridursi ulteriormente se l’Unione del Guilcier concorresse, come è nelle intenzioni, al pagamento della quota variabile. Il centro di stoccaggio sarà affidato a una ditta specializzata e sarà operativo cinque giorni su sette; inoltre un camion frigo ritirerà le carcasse delle aziende esterne a cadenza bisettimanale.
Maria Antonietta Cossu
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