La Nuova Sardegna

Oristano

Violazione dei sigilli all’isola di Malu Entu cinque condanne

di Enrico Carta
Violazione dei sigilli all’isola di Malu Entu cinque condanne

Cabras, sei mesi e quindici giorni per Doddore Meloni Colpevoli anche ministri e sostenitori della sua repubblica

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CABRAS. Presidente, ministri e sostenitori. Una parte dello stato maggiore dell’autoproclamata Repubblica di Malu Entu si becca la condanna per aver violato i sigilli in quella che aveva eletto come propria terra madre, rivendicandone la statalità e quindi il governo su di essa. Era l’estate del 2008, il 25 agosto per la precisione, quando i fedelissimi del terralbese Salvatore Meloni occuparono, facendo riferimento al diritto internazionale, l’isolotto che si trova a ridosso della costa sanverese, ma nel territorio comunale di Cabras. Pochi mesi più tardi, nel marzo del 2009, su ordine del giudice per le indagini preliminari, furono apposti i sigilli all’intera Mal di Ventre che comprendeva il presidio indipendentista. La magistratura indagava per reati ambientali commessi in una zona naturalistica con altissimi livelli di tutela e addirittura per un abuso edilizio, per cui ritenne necessario che lo stato dei luoghi venisse mantenuto inalterato per valutare eventuali reati.

Quei sigilli però sarebbero stati violati e così iniziò un secondo processo legato al primo e che si è concluso ieri di fronte al giudice monocratico Antonio Enna, con la condanna di Doddore Meloni a sei mesi quindici giorni e 150 euro di multa, e per gli altri quattro imputati a sei mesi e 110 euro di multa. Sono Massimo Mascia, Sergio Saba, Bruno Delussu e Felice Pani, che allora erano o ministri o sostenitori della repubblica nascente. Per questi ultimi, il pubblico ministero Daniela Muntoni aveva chiesto la pena di un anno e sei mesi e 500 euro di multa per il presidentissimo e di un anno e 350 euro di multa per gli altri quattro imputati, perché considerati come coloro che avevano eseguito materialmente il reato.

La difesa, affidata all’avvocato Cristina Puddu e all’avvocato Loretta Pusceddu per il solo Felice Pani, aveva chiesto l’assoluzione visto che l’accesso all’isola di Mal di Ventre non era sbarrato da alcun ostacolo né la presenza del divieto sarebbe stata visibile. Doddore Meloni peraltro non era mai stato sull’isola in quel periodo e allo stesso modo nessuno vi avrebbe visto coloro che poi sono finiti sul banco degli imputati. Non è bastato per arrivare all’assoluzione, ma si andrà certamente in appello.

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