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Oristano

Bosa e la Planargia le più belle, ma servono posti letto e strutture

di Alessandro Farina
Bosa e la Planargia le più belle, ma servono posti letto e strutture

Dopo le promozioni di Skyscanner e Trivago, il territorio può vantare apprezzamenti riconosciuti Ma le carenze del sistema territoriale mettono un freno allo sviluppo e alla destagionalizzazione

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BOSA. La città del Temo e la Planargia-Montiferru “tirano” per appetibilità turistica, certificano l’inserimento di Bosa tra i venti borghi più belli d’Italia da parte del motore di ricerca viaggi aerei Skyscanner, ed il primo posto che gli utenti di Trivago, altro motore di ricerca questa volta indirizzato alle strutture ricettive, assicurano alla Maison Tresnuraghes il primo posto tra gli hotel dell’isola. Soddisfazioni: per imprenditori, comunità e amministrazioni. Che, in ordine sparso, al turismo guardano da tempo come propellente utile ad avviare motori economici, dopo il tracollo di agricoltura, artigianato ed in parte commercio in un quadro è segnato da spopolamento e denatalità. Anche, se non soprattutto, per l’assenza di un numero di posti letto sufficienti ad assicurare contratti e destagionalizzazione delle presenze. Insomma alle luci accese dai riflettori mediatici di tv e carta stampata o della rete, in particolare per Bosa, si contrappongono una serie di ombre di non poco impatto negativo. La più recente èla decisione di Ryanair di cancellare una serie di rotte tra l’aeroporto di Fertilia ed il continente italiano ed europeo. Mentre di lunga data sono le problematiche legate ad esempio al settore viario (cartellonistica stradale e turistica inclusa), di trasporto pubblico, dei servizi, e soprattutto di scarsità di investimenti in posti letto alberghieri, che la dice lunga sullo stato dell’arte in tema di potenziale di accoglienza, e conseguente ritorno occupazionale ed economico, da queste parti. Gli sforzi per voltare pagina, in un quadro sempre più di grande confronto ormai internazionale, non sono mancati per la verità. Dieci anni fa Bosa puntava ad esempio su un progetto con filosofia “Un posto letto un posto barca”, che in due lustri avrebbe dovuto dare risposte concrete, rilanciando l’intero territorio. Più o meno infatti sono un migliaio i posti letto alberghieri oggi assicurati dalla sola città del Temo, traino per il territorio (difficile invece avere dati precisi su B&B e seconde case). Troppo pochi però per riuscire ad assicurare la possibilità di confrontarsi e chiudere accordi di peso con i tour operator. Assicurando quindi costanti flussi utili a superare un indice di occupazione relegato ai soli mesi estivi, e poche altre occasioni degne di nota nell’anno. Al progetto che univa le potenzialità di un porto fluviale con lo sviluppo turistico ricettivo, mai arrivato a mèta, si sostituì quindi l’idea di rimodulazione delle volumetrie previste nella piana di Campu ‘e Mare a Bosa Marina, nell’altopiano di Sa Sea e nella costa del Grifone (Tentizzos-Sa Miniera le località), con nuovo fulcro di richiamo la ipotizzata quanto contestata costruzione di un campo da golf. A cui però l’amministrazione locale ha detto un chiaro no, in attesa di nuove proposte dai privati di Condotte Immobiliari. Che, sul sito istituzionale, richiamano però ancora oggi allo sviluppo di un progetto denominato “Bosa Colores”, dal quale è sparito ogni accenno sul golf.

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