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Pesca a Capo Frasca, Carrus soddisfatto

Pesca a Capo Frasca, Carrus soddisfatto

CABRAS. Il caso di Capo Frasca è ancora aperto. Le regole delle convivenza tra pescatori e militari sono in fase embrionale e, dopo l’apertura di una trattativa ufficiale, le parti continuano a...

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CABRAS. Il caso di Capo Frasca è ancora aperto. Le regole delle convivenza tra pescatori e militari sono in fase embrionale e, dopo l’apertura di una trattativa ufficiale, le parti continuano a progettare il futuro durante una serie di incontri preliminari. All’ultimo hanno preso parte i sindaci di Cabras, Terralba e Arbus (in rappresentanza delle marinerie più vicine al poligono) che si sono confrontati con i rappresentanti del ministero della Difesa sotto lo sguardo attento dei funzionari della Regione.

«Durante l’incontro sono stati individuati i temi da affrontare, condividendo un percorso per arrivare in tempi brevi alla definizione di una proposta –, ha annunciato il sindaco di Cabras, Cristiano Carrus –. Si è perlato di indennizzi ordinari e specifici, di soggetti beneficiari e di ordinanze di sgombero. Per quanto riguarda invece la delimitazione delle aree, le bonifiche in alcune zone e la maggiore fruibilità del territorio sul piano turistico e ambientale si è concordato sulla necessità di fare ulteriori approfondimenti».

La strada è segnata ma il percorso è ancora lungo. All’orizzonte ci sono gli indennizzi per i pescatori professionali che operano in mare e la riqualificazione del poligono ma al momento non esistono date certe e impegni concreti, eccezion fatta per la volontà di trovare una soluzione. Le linee guida, tuttavia, saranno tracciate entro febbraio. Poi la patata bollente passerà al Ministero.

Nel “pacchetto” proposto c’è anche l’esame delle convivenza tra l’Area marina protetta del Sinis e il poligono di capo Frasca, due realtà confinanti dalle finalità diametralmente opposte. Carrus, tuttavia, è fiducioso: «Sono molto soddisfatto dei passi avanti che stiamo facendo verso la soluzione del problema. Riequilibrare le servitù, garantendo la parità di trattamento a tutti i pescatori che subiscono limitazioni alla loro attività lavorativa a causa delle esercitazioni militari è prioritario. È impensabile, infatti, che le altre marinerie vengano indennizzate e quella oristanese sia stata inspiegabilmente esclusa». (c.z.)

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