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Oristano

Bosa

Gara per gestire il parco della scuola: nessuno si presenta

BOSA. I lavori si sono conclusi qualche mese fa e l’amministrazione aveva bandito una gara d’appalto per l’affidamento con l’idea di farne un parco giochi servito da un chiosco per la...

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BOSA. I lavori si sono conclusi qualche mese fa e l’amministrazione aveva bandito una gara d’appalto per l’affidamento con l’idea di farne un parco giochi servito da un chiosco per la somministrazione di alimenti e bevande non alcoliche, ma nessuno ha presentato offerte. Era attesa da anni un’area verde a disposizione di bambini e famiglie nella città del Temo. Realizzata con la posa di un manto d’erbetta e la sistemazione di ingressi indipendenti rispetto all’area delle scuole elementari. Nella città del Temo infatti i più piccoli nel loro tempo libero spesso giocano, quando va bene, nelle piazze o negli slarghi pedonali pubblici, se non per strada. Ma l’idea era di dotare Bosa di un servizio che potesse anche dare risposte occupazionali. A dicembre del 2015, dopo la conclusione dei lavori in via Pischedda, all’interno dell’area di pertinenza delle scuole primarie, era stata quindi indetta una gara ad evidenza pubblica per una zona “Da adibire a parco giochi e punto di ristoro”. Che prevedeva la durata della concessione in 6 anni, eventualmente rinnovabile per ulteriori sei anni, con un canone a base d’asta di 1.500 euro più iva annui. Insomma 1830 euro in totale per dodici mesi, poco più di 150 euro al mese. Una cifra, sia pur a base d’asta, certamente appetibile, quantomeno in astratto. Le offerte, preso atto di bando di gara e allegati (capitolato speciale, domanda di partecipazione, modulo di offerta economica e planimetria), sarebbero dovute pervenire in comune entro il 13 gennaio 2016. Ma non ne è arrivata neanche una: gara deserta. Difficile dire cosa a questo punto potrà accadere, considerate le possibili opzioni a disposizione per quanto riguarda la fruizione pubblica del bene, fresco di realizzazione. Il Comune potrebbe optare per una nuova gara d’appalto per l’affidamento dei servizi, che porterebbe via probabilmente altri mesi. Oppure, nelle ore in cui la zona non viene utilizzata dai bambini delle elementari al mattino, prevedere comunque un’apertura, ad esempio pomeridiana, al pubblico, sempre che non emergano altre possibili soluzioni.

Alessandro Farina

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