Sotto sequestro un impianto eolico
Blitz della Guardia Forestale per fermare l’installazione di una pala da 60 kilowatt: sono scattate quattro denunce
SANTU LUSSURGIU. Arrivano i sigilli laddove un tempo il fuoco aveva incendiato tutto e dove, da qualche settimana, erano iniziati i lavori per l’installazione di una pala eolica. Gli agenti del nucleo di polizia giudiziaria e della stazione del Corpo Forestale di Seneghe hanno messo sotto sequestro preventivo un cantiere nella località S’Iscra. Contestualmente hanno anche denunciato alcune persone.
L’impianto eolico da 60 kilowatt è stato bloccato perché i terreni sono tutti vincolati e possono essere utilizzati solo per pascolo. La legge che tutela le aree colpite da incendio vietano per dieci anni l’avvio di qualsiasi attività produttiva: è una misura che serve per evitare che chi ha mire imprenditoriali o edilizie su un terreno sottoposto a tutela possa pensare che l’incendio sia la soluzione più rapida per aggirare i vincoli.
La zona di S’Iscra era stata ridotta in cenere da un rogo che si era scatenato nell’ottobre del 2010, quindi un tempo di molto inferiore ai dieci anni. Eppure l’impresa incaricata di eseguire i lavori si era già messa all’opera realizzando il basamento sul quale sarebbe dovuto essere posizionato l’aerogeneratore, spianando una strada camionabile e ultimando lo scavo per il collegamento dell’impianto eolico alla cabina dell’Enel.
Lo scorso anno il proprietario del terreno ne aveva ceduto il diritto di superficie a una società della penisola. La ditta aveva poi ottenuto dal Suap le autorizzazioni per costruire l’impianto eolico, ma in un’area senza vincoli e diversa da quella in cui stava realizzando le opere poi finite sotto sequestro. Gli agenti della Guardia Forestale hanno quindi rilevato l’inosservanza delle procedure e i divieti imposti dalle norme, accertando pertanto che quei terreni erano stati inclusi nel catasto incendi ed il vincolo era stato reso pubblico attraverso l’inserimento nel Geoportale della Regione e nel sito del Sistema integrato montagna. Adesso la palla passa alla magistratura chiamata a valutare se esistono o meno responsabilità penali da contestare agli indagati: il progettista, il direttore dei lavori, il committente e il responsabile dell’impresa che ha realizzato le opere.
La violazione è punita con l’arresto fino a due anni e un’ammenda che va da 15mila 493 euro a 51mila 654 euro. Al di là di questo caso, l’ispettorato del Corpo Forestale diretto da Maria Piera Giannasi ha disposto una verifica complessiva degli impianti eolici, in fase di approvazione o realizzati, su tutto il territori provinciale e un accertamento per verificare se i Comuni hanno provveduto o meno ad aggiornare il proprio catasto incendi, obbligatorio per legge.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
