Sartiglia, no al brindisi in casa di Queen Elizabeth
Siena rifiuta. Chance per la giostra oristanese al compleanno di Sua Maestà La risposta: «La manifestazione si fa in città, disponibili a fare un’esibizione»
ORISTANO. Dio salvi la regina e la ringrazi per l’interessamento, ma la Sartiglia al castello di Windsor non s’ha da fare. Non è però una porta sbattuta in faccia a sua maestà Elisabetta d’Inghilterra che il 21 aprile compirà 90 anni e che se vorrà venire a Oristano ad ammirare la Sartiglia sarà ben accetta. Ad ogni modo il compleanno non lo festeggerà certo in piazza Eleonora dando vita ad un piccolo party tra amici, ma con una girandola di eventi nelle sue residenze.
Della loro organizzazione non si occupa sua altezza reale in prima persona, perché il suo sangue blu la conduce verso impegni più consoni al rango. Ci pensa la Age Power, un’agenzia che ha come referente Rebecca Lewis alla quale la Sardegna non è esattamente sconosciuta visto che ci vive da tempo e che ne conosce le tradizioni più vere. Così, dopo il gran rifiuto di Siena, città alla quale era stato proposto di far correre il palio più famoso del mondo il 21 aprile per la festa del compleanno di Queen Elisabeth a Windsor, Rebecca Lewis non ha nascosto il suo interesse per la Sartiglia.
L’ha fatto in un’intervista che ha subito fatto drizzare le antenne alla Fondazione Sartiglia che nei giorni scorsi ha avuto i primi contatti informali con lei, in qualità di responsabili dell’organizzazione della festa più importante del 2016. Ebbene, dopo la telefonata, Rebecca Lewis sarà a Oristano nei giorni di carnevale, ma questo non significa che la Sartiglia varcherà i confini della città di Eleonora per raggiungere la terra di Albione. Eppure, l’idea di dare vita a una rappresentazione della manifestazione non è stata del tutto bocciata dal sindaco, dai responsabili della Fondazione e dai cavalieri.
Di fronte alla scelta tra il rispetto della tradizione e il cogliere l’opportunità di far conoscere al mondo la città di Eleonora, una mediazione si può trovare. «Siena ha detto no? Anche da parte della Fondazione la risposta è la stessa se ci viene chiesto di far svolgere la Sartiglia in Inghilterra – spiega Francesco Obino, direttore della Fondazione –. C’è invece completa disponibilità a ragionare su un’esibizione di fronte alla Regina Elisabetta alla quale partecipi il mondo della Sartiglia, escludendo la figura del componidori e magari sostituendo la corsa alla stella con una corsa all’anello. Così saremmo in grado di far comprendere il significato della manifestazione senza andare contro la tradizione».
Il sindaco Guido Tendas è sintonizzato sulla stessa lunghezza d’onda: «La Sartiglia si fa a Oristano e questo non credo sia sindacabile, anche se ovviamente l’ultima parola spetta ai gremi che sono i depositati della tradizione. Un tale interessamento ci fa enorme piacere, per cui si può trovare un modo per organizzare una rappresentazione con cortei, immagini ed evoluzioni che facciano capire cos’è la Sartiglia».
E i cavalieri? Giuseppe Catapano, presidente dell’associazione che li rappresenta, parla in un triplice veste: «Oltre che cavaliere sono stato componidori e sono oristanese. Invitiamo la regina ad assistere alla Sartiglia, ma non possiamo replicare la giostra in un luogo che non sia la nostra città. È altrettanto vero che saremmo i primi ad essere felici di svolgere in Inghilterra una rappresentazione dalla quale però vengano tenuti fuori i simboli della manifestazione come la maschera del componidori e la stella. Del resto siamo stati molto critici anche verso altre località della Sardegna che hanno copiato la Sartiglia».
In verità, tra molte critiche, la Sartiglia per due volte in anni passati era stata “esportata”. Nel 1986 due edizioni speciali si svolsero a Milano e in Australia. Così uno dei protagonisti di allora, il cavaliere Ignazio Nonnis, valuta l’idea su un nuovo fuori programma in Inghilterra: «Una manifestazione che ne riassuma il significato è l’ideale perché è giusto portare il nome di Oristano e le sue tradizioni anche fuori dalla nostra città. Spesso si esagera con i riferimenti al passato. Guardate una Sartiglia di venti anni fa e vi renderete conto che è molto diversa da quella di oggi. Oggi è davvero un grande spettacolo che merita di essere conosciuto».
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