La Nuova Sardegna

Oristano

Sedilo, per due settimane chiuso il ponte sul Tirso

di Maria Antonietta Cossu
Sedilo, per due settimane chiuso il ponte sul Tirso

Lavori di messa in sicurezza da parte della Provincia, ma non saranno definitivi La ristrutturazione completa comporta una spesa di due milioni di euro

2 MINUTI DI LETTURA





SEDILO. Le restrizioni al traffico veicolare in vigore dal 2014 per il rischio di crolli non bastano più: la Provincia ha chiuso il ponte sul Tirso.

La staticità della struttura era precaria da molto tempo ma data l’indisponibilità dei fondi necessari per la messa in sicurezza l’ente intermedio aveva cercato di tamponare la situazione imponendo delle limitazioni alla circolazione stradale e istituendo il senso unico alternato su una corsia per evitare ulteriori sollecitazioni alla parte più compromessa del piccolo viadotto. Una soluzione che ormai non garantiva più la tutela dell’ incolumità pubblica.

Troppo alto il rischio di un cedimento dell’infrastruttura, che presenta profonde lesioni sia lungo i cento metri di sede stradale che nelle colonne portanti. E così ieri il ponte che bypassa il fiume all’altezza del chilometro 17,200 della provinciale numero 24, in località Su Campu, è stato chiuso per eseguire i lavori non più procrastinabili di rinforzo strutturale. Il settore Viabilità della Provincia ha previsto tempi brevi per l’esecuzione dell’ intervento, che dovrebbe essere ultimato in due settimane.

Il divieto di transito permarrà dunque fino all’8 febbraio obbligando gli automobilisti a deviare su percorsi alternativi.

L’emergenza era scattata nell’estate del 2014 su segnalazione dell’Agenzia regionale del Distretto idrografico della Sardegna e dell’Ispettorato ripartimentale di Oristano del Corpo forestale, che avevano avvertito la Provincia delle pessime condizioni dell’infrastruttura in calcestruzzo.

I tecnici del settore manutenzioni avevano accertato il grave stato di degrado del ponte ascrivendone le cause all’erosione degli agenti atmosferici e all’azione dell’acqua. Per limitare i fattori di rischio ed evitare di aggravare una situazione già compromessa la Provincia aveva quindi istituito limiti di velocità e di peso dei veicoli e persino interdetto il transito nei periodi di piena. Ma un intervento radicale di messa in sicurezza non era più rinviabile. La situazione si è sbloccata solo ieri con l’ordinanza che preannunciava l’avvio di un intervento urgente. Con le liquidità disponibili sarà possibile neutralizzare il rischio di crolli, mentre andare alla radice del problema sarà più problematico.

Lo avevano lasciato intendere gli amministratori provinciali dell’epoca stimando i costi della totale ristrutturazione del ponte in due milioni di euro. Soldi che la Provincia, soprattutto adesso che è posta in liquidazione, e la Regione, non dispongono. Per questo motivo solo questo tipo di interventi possono essere effettuati. Serviranno, magari con puntuali prescrizioni, a mettere in sicurezza il ponte per diversi anni.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative