Centro antiviolenza, casi in aumento e impegno rinnovato
Siglato il protocollo d’intesa con una associazione di Olbia La gestione del servizio confermata per altri 12 mesi
ORISTANO. L’Associazione Prospettiva Donna di Olbia gestirà per i prossimi dodici mesi il Centro antiviolenza e la casa di accoglienza per le donne vittime di violenza. Il protocollo d’intesa che prevede un impegno di spesa di poco inferiore ai 161mila euro è stato siglato nei giorni scorsi fra l’associazione (che già da qualche mese si occupa delle due strutture) e dal Comune di Oristano capofila di un servizio che fa capo al Plus e dunque, estende il suo raggio d’intervento a livello provinciale.
In questo modo sono stati definiti con precisione ruoli e compiti di una struttura che, attraverso finanziamenti della Regione, garantisce un servizio importantissimo di tutela per donne e minori vittime di abusi.
Un lavoro delicato, quello del Centro antiviolenza “Donna Eleonora” che garantisce l’accesso 24 ore su 24 al telefono e l’apertura degli sportelli per cinque giorni alla settimana. Qui, donne e minori che hanno subito violenza, possono avere la consulenza di personale specializzato ed essere aiutate a trovare una soluzione e tutela. Per ogni caso, come prevede il protocollo d’intesa, c’è un progetto personalizzato con un percorso di valorizzazione con un nuovo progetto di vita e ovviamente, per il reinserimento sociale della persona. Il tutto, ovviamente con forme di sostegno, fra queste, appunto l’ingresso e la permanenza, per periodi diversi a seconda delle necessità, all’interno della casa di accoglienza, ma non superiori ai 120 giorni, a parte, ovviamente i casi nei quali si renda indispensabile un prolungamento del periodo di ospitalità.
Una struttura dove le donne possono portare con se i propri figli. In questo modo le donne di Oristano e dei paesi del circondario potranno avere un punto di riferimento importantissimo se si considera che, purtroppo, il numero delle richieste di intervento è in aumento anche in una provincia piccola come questa.
Un servizio, quello del Centro antiviolenza e della Casa di accoglienza che, va ricordato, è destinato anche alle donne straniere che abitano nel distretto.
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