Chioschista, ricorso al Tar per gli orari di apertura
GHILARZA. Non ha accettato le condizioni sugli orari di apertura al pubblico e per dirimere la questione ha chiesto l’ intervento di un giudice. Il titolare del chiosco-bar in funzione da circa sei...
GHILARZA. Non ha accettato le condizioni sugli orari di apertura al pubblico e per dirimere la questione ha chiesto l’ intervento di un giudice. Il titolare del chiosco-bar in funzione da circa sei mesi nell’area adiacente al poliambulatorio dell’Asl 5 è ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Sardegna per chiedere l’annullamento dell’ordinanza inerente alle limitazioni degli orari sul funzionamento dell’esercizio. Il provvedimento emesso lo scorso novembre dal sindaco Alessandro Defrassu impone sostanzialmente il rispetto del disciplinare legato alla concessione del terreno comunale su cui è stata installata la struttura prospiciente la via Santa Lucia. L’atto firmato a maggio del 2015 dalla precedente amministrazione comunale e dal gestore, Fabio Porrelli di Abbasanta, prevedeva che il servizio fosse funzionale all’ utenza del vicino poliambulatorio. Di conseguenza anche gli orari del chiosco stabiliti nell’ accordo sottoscritto tra le parti erano regolati su quelli praticati dalla struttura sanitaria. In forza di quella convenzione, dunque, il piccolo bar non poteva aprire al pubblico la domenica mentre poteva funzionare dalle 7 alle 20 nei giorni feriali e il sabato dalle 7 alle 15. Fasce orarie richiamate nell’ordinanza emanata due mesi fa e ritenute evidentemente penalizzanti dal titolare dell’attività. Per questa ragione Fabio Porrelli reclama la revoca del provvedimento chiedendo in prima istanza la sospensiva. La prima udienza del Tar è fissata per il 3 febbraio e in quella circostanza il giudice deciderà se accogliere o no la richiesta di sospendere gli effetti dell’ordinanza. L’amministrazione comunale ha deciso di resistere in giudizio nella convinzione che la controparte debba rispettare le condizioni dell’ atto di concessione del terreno e che ammettere deroghe sugli orari prestabiliti significherebbe stravolgere la natura dell’accordo sottoscritto. Un prolungamento degli orari, inoltre, finirebbe per equiparare agli altri locali pubblici un’attività nata con altri presupposti.
Maria Antonietta Cossu
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