Il vescovo di Oristano in campo per sostenere il "Santa Maria Bambina"
Il centro di riabilitazione del Rimedio avanza una proposta di modifica del regime di ricovero del cosiddetto codice 75
ORISTANO. È firmata anche dall'arcivescovo di Oristano Ignazio Sanna la «Proposta per un ricovero appropriato dei pazienti in codice 75» che i vertici dell'istituto di Riabilitazione Santa Maria Bambina discuteranno domani con l'assessore regionale della Sanità Luigi Arru. La proposta fa seguito alla cancellazione da parte della Regione dei 14 posti letto del Santa Maria Bambina.
La cancellazione, come spiegano il presidente del Consiglio di amministrazione don Gianfranco Murru e il direttore generale Franco Maria Mulas, ha creato una situazione paradossale, che da una parte mette a rischio la sopravvivenza stessa del Santa Maria Bambina e dall'altra riduce di fatto da 20 a sei (quelli del Brotzu di Cagliari) in tutta la Sardegna i posti letto disponibili nell'isola per i pazienti in codice 75. La soluzione del problema, secondo i vertici dell'Istituto, è l'ampliamento della tipologia di ricovero al Santa Maria Bambina ricomprendendo i pazienti in coma o stato vegetativo, in fase di stabilizzazione, da assistere nella neuro riabilitazione intensiva territoriale rinforzata.
Questa soluzione, spiegano ancora i responsabili del Santa Maria Bambina, permetterebbe anche la realizzazione della cosiddetta Casa dei Risvegli prevista dal Piano sanitario regionale e dall'Accordo Dirindin del 2008. L'incontro con l'assessore Arru sarà anche l'occasione per sollecitare la conclusione delle procedure di accreditamento per la riabilitazione cardiologica ambulatoriale e la specialistica ambulatoriale avviate nel mese di settembre del 2013 e del Centro diurno Alzheimer.
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